Unicredit, sfida a tre per la presidenza

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Avatar di Hillary Di Lernia12 agosto 2019 | 11:01

“A nome di tutto il Consiglio di Amministrazione e di tutte le persone di UniCredit voglio esprimere l’immenso dolore per l’improvvisa scomparsa di Fabrizio Saccomanni”

Queste le parole dell’amministratore delegato di Unicredit, Jean Pierre Mustier, all’indomani della scomparsa del presidente della seconda banca d’Italia. Una perdita inaspettata, giunta inoltre in un periodo non particolarmente semplice per Unicredit, così come sottolinea MF- Milano Finanza.

Le difficoltà in Turchia, le sanzioni USA per la questione Iran e infine una semestrale decisamente poco raggiante hanno intiepidito gli umori di alcuni grandi investitori e ora al gruppo serve una svolta. Motivo per cui ora tutte le energie sono convogliate sulla stesura del nuovo piano industriale che dovrà essere presentato a inizio dicembre.

In questo contesto già di per sé critico, la scomparsa di Saccomanni ha sconvolto letteralmente il vertice della banca; attualmente l’interim è stato affidato al vice presidente Cesare Bisoni, che lo deterrà fino al prossimo autunno quando Egon Zehnder, società leader mondiale nella valutazione, selezione e sviluppo dei talenti manageriali riceverà molto probabilmente il mandato per individuare i candidati.

Uno dei nomi più appetibili rimane Massimo Tononi, attuale presidente di Cassa Depositi e Prestiti, che grazie alle relazioni internazionali create in Goldman Sachs e ad alcune fondamentali conoscenze nel mondo politico, si presenta come un candidato naturale per la dirigenza in Unicredit.

La seconda ipotesi è quella di Vittorio Grilli, ex ministro dell’Economia, che attualmente ricopre il ruolo di presidente dell’Italia in Jp Morgan e di chairman della corporate & investment bank Emea.

Un terzo nome che ha iniziato a circolare è quello di Alberto Cribiore, banchiere con una lunga carriera alle spalle ai vertici di Citi; nome tra l’altro gradito a Mustier che già aveva pensato a lui in occasione del precedente rinnovo del board.

Tuttavia, l’unica certezza è che la scelta potrà essere effettuata direttamente dal cda per cooptazione, lasciando poi all’assemblea l’incarico di convalidarla.


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