Banche digitali, ecco tutti i rischi

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Avatar di Redazione14 agosto 2019 | 09:48

Risparmi di costo non concreti, offerte civetta, praticità solo apparente. Benefici e rischi per i clienti non sempre chiari sia per la sicurezza delle transazioni sia per le trappole nelle tariffe su specifiche operazioni, talora offerte con limitazioni significative (come i prelievi e i bonifici). Assistenza affidata a personale non strettamente bancario. E ancora: campagne promozionali aggressive per i prestiti – concessi senza adeguati screening – che spesso mascherano la vendita di prodotti assicurativi. È quanto emerge dalla Guida della Fabi (Federazione autonoma bancari Italia) sul mondo dell’online bankinge delle piattaforme internet che consentono di comparare sul web prezzi e tariffe dei prodotti finanziari. Dieci, in tutto, i motivi individuati nella mappa dei rischi realizzata dalla Fabi. Eccoli: risparmi virtuali sulle tariffe, costi nascosti e trappole, offerte civetta, benefici per i clienti poco chiari, praticità solo apparente, forti limitazioni all’operatività, promozioni aggressive, concessione di prestiti senza adeguata valutazione, vendita mascherata di altri prodotti, assistenza da personale non bancario.

«L’uso dell’online spinto all’eccesso corre il rischio di trasformare il settore in un discount del credito, mentre, secondo noi, la banca tradizionale viene ancora percepita dalla clientela come più sicura e affidabile, perché la consulenza offerta allo sportello resta un punto di riferimento per gli utenti. Anche per questo motivo il prossimo contratto nazionale di lavoro, che stiamo negoziando con l’Abi, dovrà tutelare sia i clienti sia le lavoratrici e i lavoratori bancari» afferma il segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni.

La Guida della Fabi mette dunque in fila le criticità del mondo del digital bankinge delle piattaforme che offrono la comparazione di prezzi sia dei servizi bancari sia dei prodotti di finanziamento: depositi, conti correnti, mutui per l’acquisto di abitazioni, credito al consumo e prestiti personali. Un quadro, quello che spesso si trova davanti un utente magari non esperto, che non è sempre particolarmente trasparente e che appare più orientato agli aspetti commerciali con offerte civetta e prezzi poco chiari: tutto finalizzato alla vendita di prodotti di credito o di investimento, come le polizze assicurative. Tuttavia, in una prima fase, sia la valutazione del merito di credito sia l’adeguatezza dei profili di rischio risultano approssimativi, poiché si confida nelle informazioni inserite liberamente dai consumatori nei moduli online.

Questa situazione sta creando i presupposti per la trasformazione del settore in un discount del credito e del risparmio con tutto quello che ne consegue per la sicurezza dei risparmiatori e la tutela degli investimenti.


1 commento

  • Avatar Marco says:

    Ridicolo, rappresenta una realtà che non esiste, il disperato tentativo di un mondo che non esiste più di giustificare la sua presenza. Scorretto anche il modo di screditare le banche on-line, invece di parlare di quello che di buono c’è nel mondo bancario tradizionale si parla male del mondo digitale. Mi dispiace soltanto che venga dato credito a queste affermazioni.

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