Banche, 11 proposte per cambiarle

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Avatar di Redazione 14 Agosto 2019 | 12:28

‘L’Unione Europea ‘ripensi’ il bail-in, la cui applicazione ha sollevato non poche perplessita’, e completi la riforma strutturale della Bce che deve diventare banca prestatore di ultima istanza per assicurare il debito pubblico di ogni Paese membro, convincere i mercati della loro solvibilita’ e difenderli dalle manovre speculative’. Lo scrive il Cnel, ripreso da Radioborsa, in un documento di Osservazioni e proposte su ‘Il processo di integrazione dell’Unione bancaria europea’ approvato dall’Assemblea e condiviso dalle parti sociali e dalle forze produttive, contenente ’11 proposte ben definite sulla riforma del sistema bancario europeo, il ruolo della banca centrale e il bail-in, nell’ottica di un recupero del clima di fiducia tra gli Stati membri’.

Il Cnel e le 38 forze sociali rappresentate nel Parlamentino, anche alla luce dei casi italiani e delle ultime sentenze in materia, chiedono al nostro Paese di prendere una posizione definita in ambito europeo: ‘Occorre superare un modello basato esclusivamente sulla proposizione di riforme strutturali improntate all’austerita’ e che incidono principalmente sulle fasce piu’ deboli della societa’. Per contribuire attivamente allo sviluppo dell’Unione e innescare stimoli adeguati all’economia, la politica monetaria dovrebbe essere coordinata con quella fiscale attraverso operazioni ‘federali’, in modo da impedire l’aumento dei tassi sui titoli sovrani dei Paesi piu’ rischiosi’, come si legge nel punto 11 del documento

‘E’ necessario prevedere modalita’ di risarcimento del danno patrimoniale causato a risparmiatori incolpevoli mediante un piu’ rapido accertamento giudiziario definitivo delle responsabilita’. L’impianto di contenimento piu’ efficace dei rischi di contagio e delle perdite all’interno del sistema economico non tiene sufficientemente in considerazione il dato dimensionale dell’impresa bancaria e restano carenti meccanismi specifici per le banche piu’ piccole’

Con specifico riguardo al caso italiano, ‘il Cnel ritiene inaccettabile un trasferimento degli oneri delle crisi sui contribuenti, in considerazione del discutibile livello di equita’ del nostro sistema fiscale e dei margini di evasione ed elusione che esso consente – e’ scritto ancora nel testo – Il Governo ha inserito nella propria agenda la revisione del sistema di risoluzione europeo e dei meccanismi di gestione delle crisi, con particolare riferimento al bail-in, con l’intento di contribuire alla discussione in corso sul completamento dell’unione bancaria e sul rafforzamento dell’unione monetaria e identificando una soluzione che concili l’esigenza di contrastare pratiche di azzardo morale, connesse alle aspettative di bail-out con la necessita’ di contenere i rischi di instabilita’ finanziaria e bancaria’.

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