Consulenti, ecco il segreto per non mollare

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di Redazione 22 Agosto 2019 | 09:44

A cura di Maria Grazia Rinaldi.

Secondo i Navy Seal, le forze speciali della marina statunitense, c’è una regola ben precisa che dobbiamo tenere a mente quando pensiamo di non farcela più e di aver esaurito tutte le riserve di energia. È la regola del 40%.

Potenziale inespresso
I Navy Seal sono conosciuti per la preparazione fisica esasperata che li porta ai limiti delle loro possibilità. Secondo questi soldati, siamo tutti in grado di sopportare molto più di quanto pensiamo e di andare così oltre ciò che ci proponiamo. Secondo loro, quando la nostra mente dice “basta” in realtà abbiamo raggiunto solo il 40% del nostro potenziale. Quindi quando stiamo per arrenderci e pensiamo di essere arrivati allo stremo delle forze, abbiamo ancora il 60% di energia a cui fare appello. Voglio raccontarvi la strana storia di Jesse Itzler, imprenditore statunitense. Una storia tratta dal suo libro “Living with a Seal: 31 Days Training with the Toughest Man on the Planet” nel quale l’autore racconta la sua esperienza di vita con membro delle forse speciali statunitensi. Itzler fu colpito dalla storia di un Navy Seal, di cui non si conosce il nome, che riuscì a terminare una corsa di 100 miglia benché il suo peso elevato, durante la corsa, gli avesse provocato mini fratture a tutte le ossa dei piedi. Tanta determinazione colpì Itzler che pensò che quell’uomo potesse insegnargli qualcosa e gli chiese di andare a vivere a casa sua per circa un mese. Durante questo periodo, l’uomo chiese a Jesse, per testare di che pasta fosse fatto, di fare 10 trazioni alla sbarra, e lui riuscì a farle. Poi gliene chiese altre 10, e a fatica Jesse ne fece 8. Il militare quindi ne chiese ancora 10, ma Jesse, esausto, riuscì a malapena a farne 6. Il Navy Seal allora non ne chiese ancora 10: ne chiese 100. Jesse sapeva che il militare non lo avrebbe lasciato stare finché non ne avesse fatte 100, così riuscì in quella che in origine gli sembrava un’impresa impossibile, anche se gli ci volle tutto il giorno.

La storia di Jesse
Quando nella vita personale o professionale pensiamo di non farcela più, di essere arrivati al limite delle nostre possibilità, ricordiamo la storia di Jesse e del Navy Seal. Il segreto del successo e della performance è sempre nella nostra mente. Quando essa ci dice che non abbiamo più risorse, con l’esercizio potremo allenarla ad attingere a quel serbatoio, che è molto più capiente di quello che possiamo credere. Possiamo uscire dalla zona di comfort, provare a sfidare i nostri limiti mentali, provare ad andare oltre per scoprire le nostre reali capacità, per superarle e trovarne di nuove. La vita ci sfida a farlo, fa parte del gioco, situazioni stressanti, pressioni emotive, obiettivi da raggiungere fanno parte del nostro quotidiano, andiamo dunque oltre i nostri limiti mentali. Cerchiamo delle ragioni per farlo e saremo capaci di muovere le montagne.

Sacrificio e talento
Quando pensiamo ai grandi atleti e alle grandi prestazioni, ci viene in mente il loro fisico allenato e la grande preparazione che hanno alle spalle. Eppure un aspetto sottile e invisibile, spesso sottovalutato, è la preparazione mentale. Senza di essa il sacrificio e il duro allenamento, oppure i talenti non avrebbero modo di esprimersi e di tradursi in prestazioni formidabili. Nel suo libro “Oltre” Alex Bellini, esploratore e performer estremo, dice: “Alcune delle distrazioni più grandi e più insidiose non provengono dall’esterno, ma dall’interno. Diventare una persona consapevole vuol dire riconoscere il chiacchiericcio mentale che limita quanto in là possiamo andare”.

 

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