Rendiconti Mifid 2: il racconto di Ispb

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di Redazione 29 Agosto 2019 | 08:37
La società del gruppo Fideuram opta per una scelta strutturata ma che non rinuncia alla chiarezza delle voci di costo

Nuova tappa del nostro viaggio nella documentazione ex Mifid 2. Dopo avervi offerto i dettagli del rendiconto di Mediolanum (vedi notizia), Fineco (vedi notizia) e il dettaglio dei documenti assicurativi di Azimut (vedi notizia), la bozza del documento “Informazioni analitiche su costi e oneri” di Banca Generali (vedi notizia), il rendiconto di Consultinvest (vedi notizia), la descrizione di quello di IWBank (vedi notizia). ,la scelta di Widiba , (vedi notizia) quella di Credem (vedi notizia) e qualla di Allianz Bank Financial Advisors (vedi notizia), oggi è il turno di Intesa Sanpaolo Private Banking.

Bluerating ha potuto visionare il Rendiconto Portafoglio Investimenti. Il documento, intorno alla ventina di pagine, è introdotto da una breve lettera a firma del direttore generale Saverio Perissinotto. La struttura è suddivisa in cinque sezioni.

Si parte con la descrizione dell’universo Intesa Sanpaolo Private Banking, con la mission e i numeri della divisione del private banking.

Si passa poi alla esplicitazione del Modello di Business, dove viene anche evidenziata con una grafica la struttura dell’architettura aperta, evidenziando i partner di riferimento.

La terza sezione è dedicata a Economia e mercati, con analisi dei principali mercati.

Il cuore della rendicontazione è nella quarta parte del documento, riservata al Portafoglio. Si parte con una overview dello stesso per procedere all’analisi di coerenza e alle informazioni su costi, oneri, incentivi, relativo impatto sui rendimenti e principali caratteristiche.

A chiusura del rendiconto la sezione dedicata al Glossario e avvertenze, dove vengono descritti alcune concetti utilizzati nel documento.

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