Forum Ambrosetti, dietro le quinte di Villa d’Este

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Marcello Astorri di Marcello Astorri9 settembre 2019 | 09:51

Aspettative tiepide sul governo Conte-bis, perplessità sull’azione politica di Trump e il messaggio di Mattarella che chiede a gran voce una modifica al Fiscal Compact. La tre giorni di Cernobbio, organizzata dalla European House Ambrosetti e giunta alla 45esima edizione, è stata come sempre l’epicentro delle discussioni politiche ed economiche del momento. Nella splendida Villa D’Este, però, mancavano i nuovi big del nascente esecutivo giallorosso (che solo oggi riceverà la fiducia in Parlamento), né c’erano i volti nuovi della Commissione Von der Leyen che è ancora in via di formazione. Il mondo delle banche-reti, nel prestigioso salotto comasco, è stato rappresentato dal vice direttore generale di Banca Generali, Andrea Ragaini, che per l’occasione ha fatto quattro chiacchiere con Bluerating. Assenti invece tutti gli altri personaggi di spicco.

Nell’atrio principale della villa e sulla veranda, in riva al lago, “nuvole” di giornalisti intercettavano prima un personaggio e poi l’altro. Tra i più gettonati, l’ex ministro dell’Economia e delle Finanze, Pier Carlo Padoan, che ha dato la sua approvazione all’avvento di Roberto Gualtieri al suo ex dicastero. Un altro ex ingombrante, Romano Prodi, invece ha dato il suo endorsement di padre putativo del centro-sinistra alla scelta di Paolo Gentiloni come rappresentante italiano nella Commissione europea. L’ex premier, oggi 80enne, è ancora in grande forma: elargisce pacche vigorose sulle spalle, saluta tutti, scherza e fa battute. Tra gli ospiti d’onore c’era la ex sfidante alla Casa Bianca di Donald Trump, Hillary Clinton, che ha approfittato di un momento di distrazione dei giornalisti per sgattaiolare dalle scale e infilarsi nella sala conferenze solo per i vip, limitandosi a un largo sorriso e a un “How are you?”.

I televoti, che hanno contraddistinto i tre giorni, sono stati l’espressione del pensiero dei partecipanti alle conferenze blindatissime: quasi un terzo dei 200 imprenditori intervenuti hanno ritenuto negativa l’azione politica di Trump. L’operato del premier italiano, Giuseppe Conte, è stato giudicato insufficiente, mentre la Brexit avrà un impatto negativo per il 43,5% degli intervistati. Quasi il 40% ha aspettative molto basse riguardo al futuro dell’Italia e il 18,6% (la maggioranza relativa), ha aspettative solo tiepide per il nuovo governo.

I lavori venivano scanditi da una specie gong, che segnalava l’ora di rientrare in sala. Le pause, sulla veranda esterna, erano il momento buono per avvicinare qualche personaggio della ricca rappresentanza di manager, economisti e imprenditori. Tra i politici italiani, spiccava Renato Brunetta di Forza Italia, silenzioso e spesso alle prese con un cellulare enorme. Mentre leggero e ormai privo di preoccupazioni è sembrato l’ex ministro Angelino Alfano, uscito di scena con la fine dell’ultima legislatura. Così come l’ex premier greco, Alexis Tsipras, ospite illustre e visto come uomo che ha traghettato la Grecia fuori dalla crisi.

Tra le varie delegazioni internazionali, si è fatta decisamente notare quella turca: un plotone di collaboratori e body guard a fare da scudo al vice presidente, Fuat Oktay, che ha voluto rassicurare il mondo economico circa la buona salute della Turchia dopo le turbolenze dei mesi passati. Per lui, intervistato da Bloomberg tv, solo foto “after dei make up” (dopo essere stato truccato). Tra i momenti-clou, anche la conferenza stampa di Bruno Le Maire, ministro delle Finanze francese, che ha teso una mano al nuovo governo italiano dopo le tensioni con l’esecutivo gialloverde: per l’uomo di fiducia di Macron, è l’ora di tassare le multinazionali e di modificare le leggi sulla concorrenza per favorire la nascita di campioni dell’industria europei.


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