Banche e reti, il risiko delle possibili alleanze

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Avatar di Nicola Ronchetti19 settembre 2019 | 15:13

Articolo tratto da Bluerating del mese di settembre

Il mondo della consulenza finanziaria basata sul modello delle reti è all’apice del suo successo. Il patrimonio di oltre 570 miliardi di euro in gestione, in crescita costante anno su anno, ha registrato un incremento del 10,75% da dicembre 2018 a marzo 2019 contribuendo a far raggiungere al settore del risparmio gestito il suo record storico (2.195 miliardi di euro, fonte: Assogestioni; n.d.r.).

Clientela al raddoppio
La quota di italiani servita dai consulenti finanziari ha raggiunto e superato il fatidico 15%, raddoppiando il risultato raggiunto solo pochi anni fa. Si tratta inoltre di una raccolta qualificata a cui ha contribuito e contribuisce il segmento dei clienti private che si è progressivamente avvicinato a questo modello di servizio vincente. Il livello di soddisfazione dei clienti dei cf, da sempre superiore a quello fatto registrare da altre figure professionali, ha toccato il top nel 2019 (77% di clienti soddisfatti contro una media del 45% degli altri referenti). Ma quello che forse conta ancora di più è la soddisfazione dei cf verso la propria mandante: il 42% dei professionisti è completamente soddisfatto rispetto al 25% delle altre figure professionali. Sappiamo benissimo che la soddisfazione e il senso di appartenenza dei professionisti del risparmio è un potentissimo propulsore per la soddisfazione dei clienti e quindi, in ultima analisi, per il raggiungimento dei risultati. Oggi il mercato delle reti è composto da quasi trenta realtà (fonte: Assoreti; n.d.r.), le prime sei rappresentano circa l’80% del patrimonio complessivo, le prime quindici il 98%. Si tratta quindi di un mercato fortemente concentrato, dove però alcune realtà entrate o rientrate in pista in tempi più recenti si stanno caratterizzando per dinamismo e ottimi risultati. È un settore giovane e molto dinamico, la rete più storica ha 50 anni, la più giovane meno di cinque.

Il risiko possibile
Prima dell’estate ci sono stati alcuni fatti molto interessanti che fanno pensare che il mercato delle reti sia all’alba di una nuova rivoluzione. Il primo fatto è l’uscita di UniCredit dall’azionariato di Fineco, che oggi è a tutti gli effetti una public company, libera quindi di esprimere il suo enorme potenziale, con la continuità della guida ventennale di Alessandro Foti.  Il secondo fatto di cronaca è rappresentato dalle dichiarazioni rese alla stampa da Pietro Giuliani, presidente di Azimut e da Massimo Doris amministratore delegato di Mediolanum che hanno dichiarato pubblicamente a giugno possibili acquisizioni o aggregazioni. Azimut con Libera Impresa presieduta da Paolo Martini ha poi aperto le danze avviando per prima l’accesso al mercato dei capitali al segmento retail.

Forte dinamismo
Tutte le reti esprimono un forte dinamismo, segno di un’industria sana che sta crescendo in modo organico. Banca Generali, capitanata da Gian Maria Mossa, ha da tempo avviato una campagna acquisti di realtà complementari alla propria. Allianz Bank Financial Advisors, guidata da Paola Pietrafesa, unica top manager donna del settore, oltre a consolidare la propria posizione di leadership nel mercato della consulenza nanziaria, punta a far lavorare, anco a anco, agenti di assicurazioni e consulenti nanziari che operano nel gruppo Allianz in Italia. Fideuram ISPB, leader in Italia per masse, è riuscita a mettere sotto lo stesso tetto i cf di due reti (Fideuram e Sanpaolo Invest) e i private banker di Intesa Sanpaolo, sotto l’unica regia di Paolo Molesini. Bnl Life Banker, guidata da Ferdinando Rebecchi, ha creato una rete che fa dell’interazione con il gruppo Bnp Paribas uno degli assi portanti. Il blasonato gruppo Mediobanca ha af dato a Duccio Marconi lo sviluppo della rete dei cf CheBanca!. Deutsche Bank, sotto la guida di Silvio Ruggiu, ha riposizionato la ex Finanza Futuro come DB Financial Advisors integrandola con la banca nell’abito della divisione Advisory Client. Il gruppo Ubi, con IWBank PI ha dato mandato al neo direttore generale Dario Di Muro di rafforzare la rete con ambiziosi obiettivi di crescita e reclutamento. E poi non mancano altre realtà bancarie nostrane, come Credem, che ha una rete di cf storica guidata oggi da Moris Franzoni, oppure come Banca Patrimoni & Sella, guidata da Federico Sella che si avvale da anni di una squadra di cf. Il Banco Desio, dopo l’acquisizione del Banco di Spoleto, intende far crescere la propria rete dicf sotto la regia di Roberto Moretti, responsabile del private banking. Vi sono poi realtà che stanno investendo molto sulle nuove frontiere del digitale, una su tutte Widiba, con Marco Maranzia e Nicola Viscanti.

Fuori dai propri confini
È possibile immaginare, tra queste realtà seppur molto diverse tra loro anche per dimensione, tutte guidate da uomini e donne eccezionali e composte da cf di estremo valore, una possibile preda di una prossima acquisizione? È certamente più suggestivo immaginare che il mondo delle reti possa raggiungere un obiettivo molto più ambizioso: crescere facendo “legna fuori dal bosco”, dove vi sono praterie inesplorate e migliaia di ex-bancari in cerca di un riscatto. Così facendo ci si potrebbe porre come obbiettivo quello di raggiungere un miliardo di patrimonio e servire il 30% degli italiani. Non vediamo l’ora che ciò accada e probabilmente accadrà prima di quanto si possa ipotizzare.


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