Consulenti, come non essere prigionieri del passato

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di Redazione 2 Ottobre 2019 | 10:22

Articolo a cura di Maria Grazia Rinaldi

“Ieri è storia, domani è un mistero, oggi è un dono ed è per questo che si chiama presente”. Trovo meravigliosa questa frase di Eleanor Roosvelt riadattata e resa famosa dal film animato Kung Fu Panda. Allora perché molti di noi rimangono ancorati al passato? Qualcuno dice che il passato si ripete di continuo. Sembra quasi che per qualcuno diventi un costante presente. Quello che abbiamo vissuto rimane dentro di noi e ci plasma.

Fatti e sensazioni
La domanda che dobbiamo porci è: “Ci plasma quello che abbiamo vissuto oppure come lo abbiamo vissuto e interpretato?”. Diversi studi hanno dimostrato che i ricordi non sono fissi, ma sono soggetti a distorsioni e a diverse creazioni e interpretazioni proprie. Questo dimostra che i nostri ricordi, non sono legati ai fatti in sé, ma al significato che hanno avuto per noi. Ipotizzate il ricordo di un semplice tamponamento, come lo ricorderemo e quale impatto avrà su di noi dipenderà da come lo avremo vissuto. Magari qualcuno lo avrà vissuto con grande paura e quindi ricorderà una velocità più elevata, rumori più forti. Un altro potrà ricordarlo legato a un’emozione più lieve e ricorderà l’evento in modo differente, rumori più tenui, velocità meno elevata. Il modo di interpretare quel ricordo ne condizionerà la percezione e le conseguenze sul nostro presente e sul nostro futuro. Un rimprovero potrà farci sentire inadeguati o innescare in noi una reazione di sfida. Come lo ricorderemo, come lo interpreteremo condizionerà fortemente ciò che rappresenterà per noi. Non si tratta mai di quello che abbiamo vissuto, ma nel modo in cui lo abbiamo elaborato.

Tentativi di fuga
Spesso le persone provano ansia, tristezza, senso di inadeguatezza, senso di incapacità, che magari sono legati a eventi del passato interpretati e decodificati in modo disfunzionale. Che fare dunque? Qualcuno cerca di scappare dal proprio passato, ma non dobbiamo fuggire, piuttosto accettare il passato e riflettere su come abbiamo decodificato quegli eventi. Gli eventi sono eventi. Accettiamoli per quelli che sono, semplicemente. Se ovviamente legheremo a questi eventi, sensi di colpa, paure, timori, rischieremo di portarci dietro carichi, non solo troppo pesanti, ma spesso inutili.

Imparare dagli accadimenti
La domanda più semplice potrebbe essere: “Posso fare ancora qualcosa?”. Se sì, facciamola. Se la risposta fosse no, allora scateniamo tutte le emozioni necessarie e traiamo tutti i possibili insegnamenti da ciò che è accaduto. Analizziamo gli eventi passati dall’esterno e riflettiamo su tutti i possibili significati che possiamo attribuire a quell’evento. Il consulente di successo impara dal passato e lo usa in modo funzionale per crescere e migliorare. D’altronde, scavare nel passato alla ricerca dei perché potrebbe farci sprofondare ancora di più. Tornare al passato cercando di cambiare le cose è impossibile. Cambiare come ci siamo comportati nel passato è impossibile. Modificare gli eventi passati è impossibile. Erano momenti diversi, noi eravamo diversi. Partiamo da oggi, partiamo da ora sfruttando i nostri pensieri sul passato, riconoscendoli come tali: pensieri, e i pensieri si possono cambiare! “Non lasciare che il tuo passato sia scaraventato nel tuo presente per distruggere il tuo futuro”.

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