Truffa diamanti, ecco quanto hanno guadagnato le banche

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di Redazione 2 Ottobre 2019 | 17:16

I numeri sono chiari: 297 clienti di cinque banche italiane. Questi, secondo la procura di Milano, sono coloro che sono stati truffati nell’acquisto di diamanti come investimento. Tra i loro nomi spiccano quelli del cantante Vasco Rossi e dell’imprenditrice Diana Bracco, come si legge nell’avviso di chiusura inchiesta recapitato oggi e come era gia’ emerso in fase di indagini preliminari. Come riporta l’agenzia Radiocor, i reati contestati sono, a vario titolo, truffa e autoriciclaggio. Secondo quanto si legge nell’avviso, le banche (Banco Bpm, Unicredit, Mps, Intesa Sanpaolo e Banca Aletti) e le due societa’ di diamanti (Dpi e Idb) avrebbero ottenuto, attraverso il reato di truffa, ‘un ingiusto profitto derivante dalla conclusione dei contratti di acquisto di diamanti per un prezzo notevolmente superiore al reale valore della pietra (mediamente tra il 30% e il 50% ma a volte anche dell’80%)’. I profitti stimati dalla procura per queste operazioni, tra il 2012 e il 2016, ammontano a oltre 165 milioni di euro per Dpi, poco meno di 150 milioni di euro per Idb, 83,8 milioni per Banco Bpm, 32,67 milioni per Unicredit, 35,5 milioni per banca Mps e a 11,07 milioni per Intesa Sanpaolo.

In particolare, la procura di Milano contesta agli indagati di aver proposto ai clienti delle banche ‘l’investimento in diamanti facendo una rappresentazione parziale, ingannevole e fuorviante sulle caratteristiche dell’investimento in diamanti, presentato come ‘bene rifugio’ in grado di conservare e accrescere il suo valore nel tempo, di agevole liquidita’ e alienabilita’; sulle modalita’ di determinazione del prezzo prospettato come quotazione di mercato; e sull’andamento del mercato dei diamanti’. Per quanto riguarda il reato di riciclaggio, la procura ipotizza ulteriori profitti per Idb di 179,9 milioni di euro e di 88,18 milioni per Dpi. Inoltre, ad alcuni indagati sono contestati anche i reati di ostacolo all’autorita’ di vigiolanza e di corruzione tra privati. Tra gli 87 indagati ci sono due ex amministratori delegati di Banca Aletti, Maurizio Faroni (anche ex dg del Banco Bpm) e Maurizio Zancanaro, oltre a ex manager e dipendenti delle banche coinvolte, in particolare funzionari di filiale

Nell’avviso di chiusura indagini compare anche il nome di Stefano Barrese, responsabile della banca dei territori di Intesa Sanpaolo. Il manager non e’ indagato ma e’ indicato quale firmatario il 30 settembre 2015 del primo accordo tra Intesa Sanpaolo con la societa’ Dpi che prevedeva una commissione del 12% (piu’ Iva) alla banca sulle vendite di diamanti fatte dalla societa’.

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