Consulenza, l’industria tiene ma senza più i fasti

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di Andrea Giacobino 7 Ottobre 2019 | 10:34

Dopo ConsulenTia 2019 l’1 e il 2 ottobre a Bologna sotto l’egida dell’Anasf di Maurizio Bufi, a seguire, l’8 ottobre a Milano il seminario annuale di Assoreti guidata da Paolo Molesini ove si tratteranno i temi legati alla sostenibilità del servizio di consulenza per le famiglie e del sostegno all’economia reale nell’attuale contesto normativo e di mercato. Il mese che si apre presenta quindi due appuntamenti importanti per l’industria italiana dell’advisory finanziaria. Ma se nel primo semestre di quest’anno i mercati finanziari internazionali, compreso quello italiano, hanno saputo regalare performance spumeggianti, il mondo della consulenza nostrana, pur confermando l’ormai ben noto cammino in positivo della raccolta, non si è mostrato ancora capace di tornare ai fasti del 2017, anno record per il settore. Analizzando il primo semestre del 2019 infatti, i dati registrati da Assoreti mostrano 17,18 miliardi di euro di raccolta netta, suddivisi in 10,76 miliardi di risparmio amministrato e 6,41 miliardi circa di risparmio gestito. Nel periodo corrispondente dello scorso anno il mercato segnava 17,38 miliardi di apporti, frutto di 7,87 miliardi in amministrato e 9,5 miliardi in gestito.

La lettura dei sopracitati numeri appare di sicura evidenza. Se infatti il valore assoluto degli afflussi appare sostanzialmente stabile, seppure in lieve calo, quello che deve fare riflettere è di fatto il simbolico passaggio di “testimone” di circa 3 miliardi di euro dal gestito 2018, all’amministrato 2019. Un trend che sembra essere confermato anche dall’analisi qualitativa dei dati patrimoniali del primo semestre: se a giugno del 2018, amministrato e gestito rappresentavano rispettivamente il 26,9% e 73,1% del patrimonio, nel giugno del 2019 il peso dell’amministrato è cresciuto a quota 29,2%, con il gestito che ha lasciato sul campo 2,3 punti percentuali, pur vedendo crescere le masse dai 384,41 miliardi circa del giugno del 2018 ai 413,83 miliardi del giugno 2019. Ancora una volta sembra quindi emergere il tema della asincronia tra il sentiment verso il risparmio gestito e l’andamento dei mercati finanziari. Ma se la visione di ampio spettro può non regalare particolari note di entusiasmo, a offrire una ventata di ottimismo ci ha pensato la visione dei numeri di luglio che, con 1,9 miliardi di gestito su 3 miliardi complessivi di apporti netti, offrono prove di riscossa del sistema. La speranza è che, quindi, una volta tanto il buongiorno non lo si veda dal mattino, ma da un raggio di luce comparso verso metà giornata

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