Consulente, 6 trend che sconvolgeranno il tuo portafoglio

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Matteo Chiamenti di Matteo Chiamenti 17 Ottobre 2019 | 11:37

Si parla spesso di come gli ultimi anni dei mercati abbiano segnato in maniera indelebile le classiche certezze dell’asset allocation, con il ben noto addio ai porti sicuri dei rendimenti. La volatilità è sempre più una costante con cui confrontarsi, i tassi sono sottozzero e bisogna costantemente monitorare quello che accade sulle piazze internazionali al fine di procede a eventuali correzioni tattiche. Il tutto, naturalmente, senza perdere di visto il totem del buon investimento: il medio lungo termine.
Tanti elementi da tenere sott’occhio quindi e lo sa bene Pimco. Il colosso americano del risparmio gestito, nel corso del suo ultimo Investment Summit svoltosi nella sede londinese, ha espresso la propria visione articolata dello status quo dell’economia globale e dei mercati finanziari. Dopo l’introduzione a cura di Craig Dawson, head of Emea della società, si sono alternati come relatori Andrew Balls, cio global fixed income, Joachim Fels, global economic advisor, Ryan Blute, head of global wealth management Emea, Christian Stracke, global head of credit research, Eric Browne, portfolio manager asset allocation e Yacov Arnopolin, portfolio manager emerging markets.

Tra gli spunti emersi dall’incontro che possono essere maggiormente utili nell’ottica del professionista dell’advisory, abbiamo la definizione di quelli che sono destinati ad essere i prossimi secular trend. Temi dall’altro potenziale “disruptive”, che potrebbero incidere non poco nelle scelte di portafoglio del consulente finanziario del futuro (non troppo lontano). Vediamoli insieme.

Cina
Esistono tre ipotesi in merito alla modalità in cui la Cina potrebbe sconvolgere i mercati e l’economia mondiale.
In prima analisi un controllato rallentamento della crescita economica cinese derivante da una possibile escalation della guerra commerciale con gli Usa. Questo comporterebbe un deprezzamento tattico aggressivo dello Yuan, con derivante ondata deflazionistica sull’economia globale.
La seconda ipotesi prevede un crescita del manifatturiero cinese tale da prevedere un impatto sui produttori in Europa, Giappone, Stati Uniti e Asia.
Infine la forza economica della Cina, di fatto la prima potenza al mondo, potrebbe minare gli equilibri geopolitici attuali.

Populismo
L’ascesa del populismo potrebbe sfociare in un aumento del protezionismo con conseguente impatto sul libero mercato.

Demografia
L’aumento della longevità e il rallentamento della crescita della popolazione mondiale implicano importanti effetti sulle prospettive di crescita delle economie e dell’inflazione.

Tecnologia
Gli sviluppi tecnologici e l’accesso globale alla tecnologia potrebbero fare da volano alla produttività globale. Altri aspetti da considerare sono l’impatto sul mondo del lavoro e quello sui modelli di business.

La vulnerabilità dei mercati finanziari
Il rischio di alcune asset class tipicamente poco volatili è aumentato, basti pensare al mondo obbligazionario. Inoltre le politiche monetarie delle banche centrali sembrano avere perso parte della loro efficacia come motore per gli investimenti.

Climate change
Il cambiamento climatico è il tema del momento e lo sarà con ogni probabilità anche del futuro. Gli investitori saranno sempre più attenti su questo argomenti e con loro le aziende e gli operatori del mercato.

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