Fusione CheBanca!-Mediolanum? Le ipotesi degli analisti

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Kepler disegna gli scenari per un possibile risiko tra le reti, facendo considerazioni anche su Fineco, Azimut e Banca Generali

Marcello Astorri di Marcello Astorri18 ottobre 2019 | 15:30

Mediobanca potrebbe fare shopping o stringere nuove alleanze nel risparmio gestito. Lo pensano gli analisti di Kepler, visto che l’istituto di Piazzetta Cuccia ha una buona dose di capitale in eccesso (si parla di 0,7 miliardi, che entro il 2023 dovrebbero diventare 1,4 miliardi). Le strade percorribili sarebbero diverse. La prima, porta a Banca Mediolanum. Ennio Doris, azionista di Mediolanum con poco più del 40%, aderisce al patto light di Mediobanca. Se Berlusconi, che ha il 20,6% delle quote di Mediolanum, vendesse le sue partecipazioni (il 15 settembre scorso si è sciolto il patto che lo legava storicamente ai Doris), allora potrebbe aprirsi la strada di una clamorosa unione tra CheBanca!, che fa parte del gruppo Mediobanca, e Mediolanum. Secondo gli analisti, Mediobanca potrebbe inizialmente investire 1,1 miliardi in Mediolanum per acquisire una quota inferiore al 30%. Poi, in un secondo momento, la stessa Mediobanca potrebbe conferire dentro al perimetro del gruppo Mediolanum la controllata CheBanca! e ottenere in cambio una nuova quota di azioni della società fondata da Doris, arrivando così a detenere una partecipazione attorno al 30%. Piazzetta Cuccia diventerebbe così il secondo azionista alle spalle di Doris.

La seconda strada, altrettanto suggestiva, potrebbe chiamarsi Banca Generali. Gli esperti di Kepler pensano che l’operazione potrebbe essere finanziata con la liquidità di cassa e con la cessione di una quota di Generali. C’è anche chi ipotizza uno scambio: con Mediobanca che cederebbe a Generali le sue quote nel gruppo delle assicurazioni, in cambio delle quote in Banca Generali (controllata, appunto, dal Leone di Trieste).

Tra gli altri possibili target ci potrebbe essere anche FinecoBank, da poco divenuta indipendente dal gruppo Unicredit. Ma l’operazione non è facile, vista la capitalizzazione di mercato oltre i 6 miliardi di euro. E Azimut Holding? Azimut sarebbe un obiettivo off limits. Dalle parti di Kepler, pensano che la volontà di mantenere l’indipendenza di Pietro Giuliani, presidente e fondatore del gruppo, sia un ostacolo praticamente insormontabile.


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