La gufata del venerdì: siamo sull’orlo di una crisi di liquidità del credito

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Marcello Astorri di Marcello Astorri8 novembre 2019 | 14:36

Robot che accrescono la propria influenza, fondi a gestione passiva che spopolano, banche centrali che gonfiano il mercato del debito. È il quadro di oggi, che un domani potrebbe portare a una piaga sinistra: una crisi della liquidità del credito. La previsione, ben poco ottimista, porta la firma di Tad Rivelle, chief investment officer fixed income della società di gestione patrimoniale Tcw.

L’economia potrebbe quindi essere su un piano inclinato verso l’avveramento della sua previsione. E perché mai? I mercati sono più liquidi nelle fasi di “avidità”, spiega il gestore, perché gli investitori si accontentano di informazioni incomplete. Viceversa, nelle fasi di paura, gli investitori non hanno altro che domande: si crea un gap informativo tra chi vende e chi compra e questo genera illiquidità: la differenza tra il prezzo desiderato da chi vende e quello offerto da chi compra è troppo ampia e le transazioni non si chiudono. Al momento, saremmo quindi in una fase di avidità. La politica monetaria espansiva delle banche centrali sta rendendo vita facile a chi desidera avere credito, dato che al momento ci si può finanziare a basso costo senza sottostare a vincoli particolari. “Di conseguenza”, scrive Rivelle, “non solo i mercati del debito si sono gonfiati, ma la crescita è derivata in modo sproporzionato da quei segmenti dove la disclosure è più scadente”.

Vi è un’altra caratteristica di questo ciclo che probabilmente contribuirà in modo importante alla prossima crisi di liquidità: “La diffusione dei fondi passivi, il prototipo dell’investitore che non fa domande. Un fondo passivo infatti compra o vende indiscriminatamente tutto ciò che è incluso nell’indice”. La conclusione del gestore di Tcw è che finché i mercati finanziari saranno popolati da esseri umani e non da robot, paura e avidità rimarranno fenomeni intrinseci e continueranno a provocare un’alternanza di liquidità e illiquidità. Se sui mercati tornasse la paura, allora potrebbe deflagrare una bomba a cui sarebbe difficile porre rimedio.

Cos’è la gufata del venerdì

Gli economisti lo chiamano il cigno nero: l’evento dalle conseguenze catastrofiche che può causare una crisi economica. Ogni giorno, i gestori vi propongono prospettive allettanti per gli investimenti e potenziali porti sicuri dei rendimenti. Noi di Bluerating abbiamo voluto ribaltare la prospettiva e inaugurare una nuova rubrica: la gufata del venerdì. Non lo facciamo perché siamo masochisti, ma, al contrario, lo vogliamo fare per esorcizzare le paure più nere che serpeggiano sui mercati. Ogni settimana selezioneremo la previsione più fosca e agghiacciante, sperando che non si avveri. Un rituale di esorcizzazione che condividiamo con tutti i consulenti finanziari.


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