Consulenti, storia di un giovane che è arrivato in cda

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di Marcello Astorri 15 Novembre 2019 | 10:16

Da un colloquio al Job Finance Day, fino al consiglio d’amministrazione di Copernico Sim. La storia di Giuseppe Rubolino, Consulente Finanziario 34enne operativo nelle zone di Roma e Matera, inizia proprio da un evento dedicato alla selezione dei giovani nella sede di Borsa Italiana: «Volevo fare questo lavoro fin dai tempi del liceo», racconta a Bluerating, «ho fatto un primo colloquio, poi un altro e ci siamo piaciuti. All’epoca avevo 23 anni, mi mancava un esame per laurearmi e dovevo fare l’esame per diventare Consulente Finanziario. Per fortuna ho trovato una Società che mi ha appoggiato, perché per fare questo lavoro c’è bisogno di tanta determinazione ma anche di qualcuno che ti mette a disposizione gli strumenti per riuscirci». Rubolino ha scalato fino a vertici della Società, ed è stato da poco nominato consigliere d’amministrazione nel CDA di Copernico. Si occupa, inoltre, della selezione dei giovani Consulenti Finanziari da inserire in organico.

Rubolino, quali consigli può dare a un giovane che volesse fare il suo percorso?

La determinazione è il fattore decisivo perché questo non è un lavoro che si può provare, ma che si sceglie: all’inizio dell’attività ci sono innumerevoli sacrifici e tante porte in faccia. Io stesso, per arrivare dove sono, ho fatto un percorso lungo dieci anni. Bisogna avere tanta “fame”, essere convinti di voler fare il Consulente Finanziario ed essere disposti ad affrontare ogni difficoltà con perseveranza.

Perché c’è poco ricambio generazionale: è colpa delle società che non credono nei giovani?

Copernico Sim investe molto sui giovani, che forma dalla preparazione all’esame fino alla piena indipendenza nell’attività. Essendo uno dei responsabili della selezione dei giovani Consulenti Finanziari ne vedo tanti di aspiranti alla professione e durante i colloqui una delle domande più frequenti è “quanti clienti mi date?”. Ritengo, quindi, che una buona parte della responsabilità sia anche delle nuove generazioni che, in molti casi, sono poco inclini al sacrificio.

Quali sono le differenze tra la sua generazione e quella dei consulenti senior?

La figura del consulente è cambiata molto nell’ultimo decennio, ne è nata una figura che è il giusto connubio tra il lato commerciale e quello tecnico. Il Consulente di oggi deve interfacciarsi con una realtà sicuramente più complessa e per questo sono indispensabili competenze e formazione. Un punto a favore di noi giovani è che investiamo molto di più nello studio, nella formazione e nella preparazione tecnica rispetto alle generazioni precedenti.

Ci svela il suo trucco?

Niente di particolare se non perseveranza, impegno, disponibilità e competenze tecniche. Queste sono le caratteristiche di un buon Consulente Finanziario. Quando ho ricevuto la carica nel Cda, i clienti mi scrivevano che me lo meritavo per la costanza e la preparazione con cui li seguo.

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