Truffa da otto milioni: coinvolti due ex cf

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Avatar di Hillary Di Lernia29 novembre 2019 | 12:51

Una truffa milionaria che supera gli otto milioni di euro in cui sono state coinvolte centinaia di vittime, quattro patteggiamenti, quattordici rinvii a giudizio e un proscioglimento.

Ma facciamo un passo indietro.

Ci troviamo a Vittoria, nel ragusano, quando nel 2011 viene aperta un’indagine condotta dalla Guardia di Finanza a seguito delle prime denunce di alcuni ignari risparmiatori che avevano visto sparire le cospicue somme da loro affidate ai consulenti finanziari riuniti in una società vittoriese. Qualche tempo dopo, nell’ambito dell’operazione “Money Never Sleeps” i militari del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Ragusa hanno tratto in arresto 4 dei responsabili della truffa milionaria.

Nell’estate 2018 arrivano le prime due sentenze (n. 928 e 929 del 13/8/18 il Tribunale di Ragusa) riguardanti l’ex promotore finanziario Gerlando Termini, ritenendo provato, anche a fronte di quanto espressamente riconosciuto dal Termini nel corso del giudizio, che gli investitori gli avessero affidato la completa gestione del conto corrente aperto a loro nome presso la banca on line IW Bank Spa del gruppo UBI, con successiva distrazione da parte dello stesso Termini di quanto ivi depositato, ha condannato quest’ultimo a rifondere ai risparmiatori rispettivamente le somme di € 99.950, oltre interessi, e di € 19.980, oltre interessi, mentre del tutto esente da responsabilità è risultata IW Bank da cui, a parere del Tribunale, “i codici di sicurezza (user ID e password) venivano correttamente inviati (…) all’indirizzo di posta elettronica comunicato dai correntisti nel contratto”, mentre “il token veniva inviato all’indirizzo di corrispondenza indicato dai (…) correntisti (…) nel contratto” con conseguente “responsabilità dei correntisti circa la custodia e l’utilizzo strettamente personale delle credenziali di accesso al conto e del token”.

Ora il giudice per l’udienza preliminare ha disposto la condanna, con pena patteggiata a 3 anni e 4 mesi di reclusione, Gerlando Termini; due anni e dieci mesi ciascuno per Rocco Guardabasso (ex consulente finanziario presso Allianz Bank FA  e precedentemente presso Fideuram – Intesa San Paolo ) e Tommaso Leone. Dovranno pagare anche le spese processuali e quelle del mantenimento in carcere. Termini è stato condannato anche alla interdizione dai pubblici uffici per 5 anni e per la legge fallimentare alla inabilitazione all’esercizio di una impresa commerciale e incapacità ad esercitare uffici direttivi presso qualsiasi impresa per 6 anni e 8 mesi. Dovranno insieme pagare le spese processuali alle parti civili che si sono costituite, oltre che 342mila euro in favore delle 84 parti civili che si sono costituite in giudizio. Condannata anche Salvatrice Garrasi a un anno e tre mesi (pena sospesa) e 1.600 euro di multa.

Per i reati connessi al riciclaggio e all’impiego di denaro di provenienza illecita finiscono a processo davanti al tribunale collegiale con udienza fissata il 3 maggio 2020 altre quattordici persone. Le parti civili potranno rivolgersi al tribunale civile per i risarcimenti.

Ciò che emerso dalle indagini è che il denaro affidato ai consulenti finanziari sarebbe dovuto essere investito in speculazioni finanziarie su piattaforme bancarie del mercato “forex” (acquisto e vendita di valute estere), site al di fuori dei confini nazionali e gestibili esclusivamente per via telematica, maturando, sulla carta, interessi decisamente superiori a quelli dei mercati tradizionali (investimenti in borsa o titoli di Stato, ad esempio). A questo scopo, i clienti aprivano appositi conti correnti telematici, la cui gestione era demandata completamente ai promotori finanziari disonesti.

Le somme, invece, solo in minima parte venivano investite, mentre per la maggior parte erano impiegate dal Termini e dai suoi sodali per fini esclusivamente privati o nascosti nei conti bancari di numerosi prestanome.

Godendo della piena fiducia dei propri clienti e mascherando le proprie attività truffaldine mediante falsi rendiconti in cui si favoleggiavano guadagni notevoli, per diversi anni i soggetti avevano raccolto e “rubato” ingenti somme a centinaia di clienti, godendosi poi il frutto delle proprie truffe acquistando macchine di lusso o facendo la c.d. “bella vita”.


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