Truffe online, Ing sborsa 30 milioni

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di Andrea Giacobino 5 Dicembre 2019 | 15:44
La banca olandese vuole patteggiare coi giudici di Milano: nel mirino 335 operazioni sospette.

Con un patteggiamento da 30 milioni di euro, la banca olandese Ing punta a chiudere l’inchiesta aperta dalla procura di Milano su alcune operazione sospette effettuate da suoi clienti. La ratifica del patteggiamento verrà discussa in una udienza il 4 febbraio 2020 davanti il Gip del tribunale di Milano Roberto Crepaldi. Nel mirino degli inquirenti milanesi 355 operazioni sospette su cui la banca non avrebbe adottato le corrette misure antiriclaggio. Patteggiando la banca versa 29 milioni di euro come confisca pari al presunto profitto illecito e un milione come sanzione amministrativa.

In particolare, secondo l’indagine dei magistrati milanesi, Ing ha realizzato “un profitto illecito, generato dall’avere agevolato la definitiva assicurazione del profitto illecito derivante da delitti non colposi commessi dalla propria clientela e dall’avere risparmiato sui costi necessari per adeguare i presidi e le procedure anti-riciclaggio alla normativa primaria e secondaria (disposizioni su vigilanza emanate dalla Banca d’Italia), nel corso degli anni compresi tra il 2014 e il 2019”.

Tale profitto illecito per la procura di Milano è “pari complessivamente a 29 milioni di euro, di cui 7,1 milioni di euro a titolo di risparmio sui costi da sostenere nel periodo”. I proventi illeciti della clientela che la banca avrebbe permesso di “occultare”, sono pari infatti ad “almeno 21,89 milioni di euro”. In particolare, secondo l’accusa, Ing aveva “procedure sull’uso del contante disallineate rispetto alla concorrenza tali da consentire il mancato tracciamento dei mezzi finanziari di provenienza illecita” e non si era dotata delle corrette misure anti-riciclaggio e in questo modo “consentiva, agevolava o comunque accettava concretamente e diffusamente il rischio che la banca venisse utilizzata per la commissione di delitti da parte dei clienti della succursale (italiana) e per l’acquisizione del profitto degli stessi mediante condotte di riciclaggio o auto-riciclaggio”.

L’inchiesta della procura di Milano è nata da alcune segnalazioni arrivate da autorità giudiziarie straniere, in particolare di Germania e Austria, relative a una serie di truffe che sarebbero state effettuate da clienti di Ing. Quasi in parallelo è andata una ispezione della Vigilanza della Banca d’Italia presso Ing, che portò a inizio 2019 al temporaneo blocco per la banca dell’apertura di nuovi conti correnti.

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