Conti correnti, la convenienza delle reti

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Avatar di Redazione 20 Gennaio 2020 | 11:10

Se si parla di costi del conto corrente, allora le Banche reti sono ancora campionesse di convenienza. Nonostante la crescita dei costi dei conti correnti abbia (in parte) coinvolto anche loro. È quanto risulta dall’Icc, l’indicatore complessivo di costo annuo, dei vari istituti italiani organizzati in una tabella da un articolo dell’Economia del Corriere della Sera. Tra le più convenienti c’è proprio IwBank, cha a gennaio 2020 vanta un Icc di soli 3,80 euro (seconda solo a Webank, che ha i costi a 0).  Se la cava bene anche Widiba, con 20 euro all’anno e, poco più dietro, c’è Fineco a quota 24,61. CheBanca!, invece,  da gennaio è arrivata a costare 60 euro all’anno, un balzo dovuto all’aumento del canone di tenuta conto passato da 24 a 36 azzerabili a certe condizioni.

Secondo quanto risulta al Corriere, negli istituti tradizionali l’indicatore del costo annuo standard di un conto corrente per famiglie con uso medio della banca è salito da settembre al 14 gennaio scorso del 4,8% a 145 a 152 euro in media. Ma anche nelle banche alternative, cioè che operano prevalentemente sul web, c’è stato un discreto salto: infatti, il conto è passato con il nuovo anno da 25 a 33 euro in media. A determinare questo risultato, come spiega l’articolo del Corriere, ci sarebbe anche la nuova metodologia di calcolo dei costi che, a partire dall’8 gennaio, non è più l’Isc ma bensì l’Icc, che a differenza del predecessore ingloba nel conteggio anche le spese di rilascio e non più solamente il canone.

 

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