IWBank PI, il digitale non è tutto

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di Redazione 5 Febbraio 2020 | 13:52

Tra gli ospiti che si sono confrontati nella tavola rotonda della conferenza inaugurale di ConsulenTia20 vi è stato Stefano Lenti, responsabile dell’area Consulenti Finanziari e Wealth Managers di IWBank.

Riguardo all’incremento della produttività del consulente chiamato a servire più clienti per contrastare la riduzione dei margini, “il ruolo del digitale può esercitare un fattore abilitante nell’alleggerire parte dell’operatività del consulente ma non è decisivo. Quelle realtà finanziarie che non hanno messo al centro del loro modello di business il consulente finanziario, come le banche 100% digitali, sono destinate in futuro a subire le conseguenze più pesanti di un eventuale ingresso nel settore bancario dei giganti tecnologici come Google o Amazon, proprio perché si rivolgono a una clientela molto volubile.” – ad affermarlo nel corso della conferenza di apertura di Consulentia 2020 è Stefano Lenti, responsabile dell’area Consulenti Finanziari e Wealth Managers di IWBank.

“La tecnologia è importante e può aiutare a migliorare la produttività. L’evoluzione dell’intelligenza artificiale non è da sottovalutare ma resto convinto che in tema di pianificazione finanziaria, in presenza di esigenze complesse, la tecnologia non potrà mai sostituire la mente umana – ha sottolineato Stefano Lenti di IWBank.

“La dimensione tecnologica è uno dei pilastri del nostro modello di business e le nostre piattaforme, all’avanguardia sotto questo punto di vista, ne rappresentano un’evidente conferma. In IWBank la tecnologia viene messa al servizio di clienti con esigenze complesse, per il tramite del consulente finanziario. Quindi banca online e tecnologica sì, ma se al servizio dei consulenti finanziari” – ha commentato Stefano Lenti.

Passaggio e ricambio generazionale

“Tutti vogliono il ricambio generazionale ma esistono dei fattori oggettivi che lo contrastano. Il primo è l’anti-economicità per le mandanti: per una giovane leva ci vuole un po’ di tempo per andare a regime e per la banca-rete si tratta di un investimento, che non tutti sostengono. Inoltre, in tema di reclutamento si guarda al portafoglio medio. Un parametro importante per una rete, un dato che andrebbe valutato e parametrato anche all’età media del consulente. Il secondo fattore è l’immagine del consulente e la consapevolezza del ruolo. Deve cambiare il percepito. Su questo c’è ancora molto da fare a livello sistemico. Terzo attore in campo: gli attuali consulenti dovrebbe dedicare più tempo alla formazione dei più giovani, è difficile trovare chi ti dà questa disponibilità” – ha sottolineato Stefano Lenti, responsabile dell’area Consulenti Finanziari e Wealth Managers di IWBank.

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