Fideuram Ispb, portafoglio ricco per i consulenti

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di Marcello Astorri 7 Febbraio 2020 | 11:20
Conti buoni per Fideuram: l’utile netto tocca i massimi storici a quota 906 milioni di euro. L’ad e dg Molesini si congratula con i consulenti

Utile al massimo storico e portafoglio medio pro capite dei consulenti in crescita. I profitti, pari a 906 milioni di euro, sono infatti cresciuti del 9%. E l’onda buona ha coinvolto anche il mondo dei private banker della rete, 5.834 in tuttoche hanno visto crescere il loro portafoglio medio pro-capite pari a circa 42 milioni (in crescita rispetto dai 36 milioni di inizio anno). Sono due dei dati più importanti che emergono dai risultati d’esercizio al 31 dicembre 2019, approvato dal cda presieduto da Paolo Grandi. I buoni numeri, fa sapere la stessa società, sono attribuibili sia alla performance di mercato, che ha inciso positivamente sui patrimoni per 18,7 miliardi di euro, sia alla raccolta netta di 10,9 miliardi.

Proseguendo con i dati che emergono dalla nota ufficiale, si vede che alla fine di dicembre 2019 le masse amministrate dal Gruppo Fideuram – Intesa Sanpaolo Private Banking erano pari a 242,7 miliardiin crescita di quasi 30 miliardi (+14%) rispetto al 31 dicembre 2018 (213,1 miliardi).

Nel 2019, l’attività commerciale ha registrato una raccolta netta di 10,9 miliardi (10,2 miliardi nel 2018). Se nel computo dei 12 mesi i flussi netti hanno visto prevalere la componente di risparmio amministrato (6,3 miliardi), la raccolta netta di risparmio gestito ha evidenziato una forte accelerazione negli ultimi mesi dell’anno attestandosi a 4,6 miliardi, in significativa crescita (+28%) rispetto all’anno precedente.

“Nel corso del 2019 abbiamo ottenuto i migliori risultati mai conseguiti da Fideuram Ispb”, ha commentato l’ad e dg di Fideuram, Paolo Molesini, “un utile netto di 906 milioni ed un totale di masse amministrate pari a 242,7 miliardi che, insieme ad una raccolta netta di 10,9 miliardi, confermano l’eccellente qualità del lavoro svolto ogni giorno da private banker, manager, personale di sede e delle società controllate. Il nostro modello di business, basato sulla consulenza professionale e sulla creazione di un rapporto di fiducia di lungo periodo tra cliente e private banker, si dimostra vincente e continua a garantire una crescita di valore sostenibile nel tempo, capace di portare disciplina ai processi di investimento”.

L’analisi per aggregati evidenzia che la componente di risparmio gestito è risultata pari a 165,4 miliardi di euroin crescita di oltre 18,4 miliardi (+13%) rispetto alla fine del 2018. Il 31 dicembre 2019 le masse amministrate in regime di consulenza a pagamento ammontavano a 38,8 miliardi (36,3 miliardi al 31 dicembre 2018, +7%).

L’analisi dei principali aggregati del Conto Economico2 mostra che nell’esercizio 2019 le commissioni nette sono risultate pari a € 1.747 milioniin aumento del 3% rispetto al saldo di 1.695 milioni registrato nel 2018. Le commissioni nette ricorrenti, componente predominante (circa 92%) del margine commissionale, sono risultate pari a 1.606 milioni, rimanendo invariate rispetto all’esercizio 2018. L’effetto positivo riveniente dalla crescita delle masse medie di risparmio gestito (156,6 mld, +3%) è stato infatti interamente compensato da un product mix leggermente meno favorevole.

Anche nel 2019 il margine commissionale ha beneficiato molto limitatamente (31 milioni) del contributo riveniente da commissioni di performance.

Il margine di interesse, pari a 177 milioni, ha evidenziato un incremento del 14% rispetto allo scorso anno (155 milioni) principalmente grazie alla crescita dei volumi medi investiti sui portafogli proprietari e al ribilanciamento delle scadenze sui depositi di tesoreria.

costi operativi netti, pari a 609 milioni, hanno registrato un contenuto incremento (+3%) rispetto al 2018 (593 milioni). L’analisi di dettaglio evidenzia che le spese per il personale, pari a 356 milioni, hanno registrato un incremento del 2% mentre le altre spese amministrative, pari a 198 milioni, sono risultate sostanzialmente in linea (+1%) con quelle dello scorso esercizio. Le rettifiche di valore nette su attività materiali e immateriali (55 milioni) hanno segnato un incremento di 8 milioni principalmente legato a maggiori costi di locazione immobiliare, ammortizzati ai sensi del principio contabile IFRS16.

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