Credem, c’è un nuovo focus per Euromobiliare

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Avatar di Redazione 11 Febbraio 2020 | 09:59

Presidiare in modo continuativo la qualità delle performance e l’assunzione di rischio, sia ex ante sia ex post, dei portafogli costituiti da oltre 6,6 miliardi di euro in gestione diretta ed in delega e più di 40 portafogli modello in consulenza. Sono queste le principali attività della nuova funzione denominata “investment quality” recentemente creata all’interno di Euromobiliare Advisory SIM, la società di intermediazione mobiliare del gruppo Credem guidata dal direttore generale Gianmarco Zanetti. In particolare la nuova funzione, a pieno regime da pochi mesi , agisce da raccordo tra il risk management del gruppo ed i gestori fornendo chiavi di lettura al gestore stesso sulle scelte di investimento e monitorando in modo coordinato gli interventi fatti.

“Questa impostazione”, ha dichiarato Gianmarco Zanetti, direttore generale di Euromobiliare Advisory SIM, “permette a tutti gli attori del processo di investimento di essere parte attiva e coinvolta nel raggiungimento dei risultati e nel controllo dei rischi”.

Euromobiliare Advisory SIM, attraverso una nota ufficiale, ha detto di aver completato la revisione del proprio processo di investimento, nel tentativo di renderla più moderna e dinamica. Nel dettaglio, il nuovo processo punta in modo determinato sulla trasparenza dei portafogli, su un utilizzo più rilevante di strumenti passivi, come ETF e fondi indicizzati che hanno raggiunto oltre 1/3 dell’investito dei portafogli gestiti, e sull’impiego più mirato di fondi attivi e rappresentativi quasi esclusivamente di specifiche asset type. Ulteriori pilastri del nuovo processo di investimento sono la forte responsabilizzazione dei gestori e degli advisory portfolio manager nelle scelte di mercato, la capacità di individuare uno scenario centrale di investimento, accompagnato però dall’indicazione di due scenari alternativi (“best” e “worst”) al fine di anticipare eventuali interventi rilevanti di portafoglio al verificarsi di eventi che modificano il contesto macro e micro.

“Tale impostazione”, ha aggiunto Zanetti, “permette sia ai clienti sia alle reti di vendita di comprendere più facilmente ed in modo più immediato le nostre scelte di investimento, pur nella consapevolezza che la costruzione dei portafogli prevede la gestione di diverse complessità che devono essere supportate dalla presenza di importanti competenze interne”.

Sono infatti otto i gestori dedicati al servizio di gestione dei patrimoni, due i professionisti che si occupano di costruzione di portafogli modello in advisory, otto gli analisti, uno strategist ed una piattaforma di modellistica quantitativa proprietaria che spazia dall’analisi dei mercati, all’ottimizzazione dei portafogli fino allo screening di titoli obbligazionari, azionari e di fondi. A tutto questo va aggiunto il consolidato ed ampio network di provider esterni di ricerca e analisi con cui la società collabora in modo sistematico, con la possibilità quindi di ampliare il proprio spettro di skill tecniche.

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