Ubi: si apre il fronte contro Intesa Sanpaolo e Messina risponde

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di Massimiliano Carrà 20 Febbraio 2020 | 15:38

Ubi Banca: fusione con Bpr in vista?

L’Offerta pubblica di scambio di Intesa Sanpaolo-Unipol, come prospettata, appare ostile, non concordata, non coerente coi valori impliciti di Ubi e dunque inaccettabile”. È questo la dura e ferma risposta che arriva dal Car, il patto di consultazione tra azionisti di Ubi che raccoglie circa il 18% dell’istituto guidato da Victor Massiah.

Nel comunicato stampa, diffuso alla conclusione della riunione andata in scena questa mattina, gli azionisti del Car hanno anche sottolineato che “Ubi è una banca sana, stabile, redditizia, ben gestita per competenze, e risorse umane, competitiva e conosciuta sul mercato di riferimento, realtà centrale per il sistema socioeconomico del Paese”.

È importante ricordare che nel Car ci sono: la Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo (il primo azionista singolo di Ubi con il 5,95%), Fondazione Banca del Monte di Lombardia (3,95%), Polifin e famiglia Bosatelli con il 2,85%, Next Investment (famiglia Bombassei), P4P Int e famiglia Pilenga, Radici Group e famiglia Gianni Radici, Scame e famiglia Andreoletti, accreditati di una quota, ciascuno, di circa l’1%. Infine la famiglia Gussalli Beretta con la cassaforte Upifra.

Messina: Intesa Sanpaolo non alzerà l’offerta per Ubi

La risposta negativa da parte del Car di Ubi ha lasciato interdetto Carlo Messina. L’ad di Intesa Sanpaolo in un’intervista rilasciata a Bloomberg ha rispedito al mittente le accuse, dichiarando: “È singolare definire la proposta ostile. L’unico modo di fare un’acquisizione è fare una proposta e poi discutere in modo positivo o negativo”.

“Questa – continua Messina – è un’operazione di mercato. Non ci sono discussioni con i singoli investitori. Saremo felici se aderiranno alla proposta”. Inoltre, l’ad di Intesa Sanpaolo ha anche rivelato che la possibilità di rivedere il prezzo della proposta è praticamente nulla, anche se – come dichiara lui stesso – “non so cosa il board deciderà, sono liberi di decidere quel che è meglio per gli azionisti”.

Infine, anche se Messina si è detto “molto positivo” sul successo dell’ops, qualora Ubi non dovesse accettare l’offerta, ha rivelato che Intesa Sanpaolo non prevede un piano b, o meglio, “continuerà a portare i risultati prospettati, anche perché il gruppo è già molto forte”.

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