Morgan Stanley acquisisce E-Trade: è l’operazione più grande dalla crisi dei subprime

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Massimiliano Carrà di Massimiliano Carrà 21 Febbraio 2020 | 11:10

Morgan Stanley

Morgan Stanley acquisirà per 13 miliardi di dollari E-Trade, una delle piattaforme di trading online più famose al mondo. Oltre ad aver attirato l’attenzione di Wall Street, l’operazione comunicata nella giornata di ieri ha scritto una nuova pagina di storia: è infatti la più grande acquisizione mai realizzata dalla crisi finanziaria americana scoppiata a causa dei mutui subprime.

Con questa fusione con E-Trade, Morgan Stanley mira ad accelerare e a completare la trasformazione del gruppo in un leader della gestione di fondi per conto di piccoli investitori e risparmiatori. Come sottolineano le due aziende, l’acquisizione dovrebbe concludersi a fine anno, con precisione nel quarto trimestre del 2020.

Morgan Stanley e E-Trade: come è strutturata l’acquisizione

Come nel caso dell’offerta presentata da Intesa Sanpaolo a Ubi banca, l‘acquisizione di E-Trade da parte della banca americana d’affari avverrà tutta tramite azioni. Si tratta, dunque, di un’offerta pubblica di scambio che permetterà agli investitori del broker online di ricevere 1,0432 azioni di Morgan Stanley per ognuna di quelle di E-Trade in loro possesso, ossia circa 58,74 dollari, con un premio del 30% rispetto alla chiusura di mercoledì.

Grazia a questa operazione, Morgan Stanley acquisirà 5 milioni di clienti, una banca online e 360 miliardi di dollari di attività, che si sommano al suo portafoglio di 3 milioni clienti e ai 2.700 miliardi di dollari di attivi dei clienti. Quindi, una volta completata la fusione, le operazioni di wealth management della banca americana avranno complessivamente oltre otto milioni di utenti e attività in gestione stimate in 3.100 miliardi.

Inoltre, secondo gli analisti, Morgan Stanley risparmierà fino a circa 400 milioni di dollari in costi e creare sinergie per circa 150 milioni di dollari. È anche importante sottolineare che questa operazione arriva anche in risposta di un’altra fusione: quella tra la banca americana Charles Schwab e il broker online TD Ameritrade, che aveva dato un duro colpo alle quotazioni di E-Trade. 

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