Banche, la desertificazione delle filiali

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Avatar di Redazione 27 Febbraio 2020 | 10:27

A cura di Giuseppe De Lucia Lumeno.

Nelle scorse settimane, il secondo gruppo bancario italiano ha annunciato, per i prossimi tre anni, la chiusura di 500 filiali e 8mila dipendenti in meno. L’annuncio non rappresenta una novità, ma l’ordine di grandezza fa, comunque, una certa impressione. Non è una novità perché la mappa del sistema bancario del nostro paese è stata segnata, negli ultimi sette anni, dalla scomparsa di quasi 6.300 filiali con una diminuzione del personale di oltre 26mila unità. Il tasso di riduzione del numero degli sportelli oscilla tra il -4,6% del Nord-Ovest e il -9,3% delle Isole che si aggiunge a un quarto delle filiali già chiuse nel solo 2017. Sono cifre significative che in parte si spiegano con una, ormai lunga, fase di stagnazione dell’economia. Soltanto in parte però. La trasformazione del sistema bancario realizzata negli ultimi anni rende infatti evidente che la ricerca di livelli di efficienza e di redditività sempre più alti sia stata il reale scopo perseguito, per dare ai mercati internazionali, alle agenzie di rating e alle autorità di vigilanza segnali tangibili e quantificabili di una sempre maggiore stabilità da ottenere attraverso una costante riduzione dei costi.

Politica industriale
Una scelta di politica industriale calata nel settore bancario che, per raggiungere il suo obiettivo, ha utilizzato prima la recessione e poi la stagnazione e infine l’innovazione tecnologica. Una scelta che però non ha tenuto conto delle necessità delle persone e della piccola e media imprenditoria che, al contrario, hanno bisogno di una presenza reale sui territori che non può essere sostituita, improvvisamente, dai nuovi e seppur avanzati strumenti digitali proposti dal Fintech. I dati che riguardano il credito popolare mostrano l’ultimo argine alla desertificazione finanziaria. A fine 2019, infatti, su un totale di 7.914 comuni italiani, quelli bancati, ossia serviti da almeno uno sportello, sono 5.277, il 67% del totale e di questi 2.479 hanno una banca popolare.

Comuni senza sportelli
I comuni con un solo sportello bancario sono 2.049 e quelli che hanno come presidio solo una Popolare sono 663. Complessivamente, in un comune su tre, dove è operativo un solo sportello, la funzione d’intermediazione creditizia viene svolta esclusivamente da una Popolare. Si tratta, dunque, di una presenza significativa ed esclusiva in queste realtà territoriali, dove il credito popolare è l’unico punto di riferimento per la piccola imprenditorialità e per una larga fascia di famiglie e singole persone che, o per età o per livello di istruzione, fanno fatica ad accedere al Fintech. La rivoluzione tecnologica sta trasformando l’economia e l’attività bancaria ma, proprio per questo, la chiusura degli sportelli bancari non è una soluzione per il semplice motivo che il rapporto tra banca e cliente non può essere sostituito dall’uso della tecnologia, sia essa la più avanzata possibile.

Legame con il territorio
La rivoluzione digitale produrrà, nel prossimo decennio, come è del tutto evidente, trasformazioni rapide e profonde le quali però avranno bisogno proprio delle banche, a cominciare da quelle a vocazione territoriale che per capacità e sensibilità, più di altre, sono in grado di mettere la tecnologia a disposizione delle persone e non viceversa. L’aumento costante del tasso di invecchiamento della popolazione rappresenta, poi, l’ulteriore conferma della necessità che questo processo venga gestito con gradualità e attenzione. La chiusura drastica di sportelli colpisce le economie locali, ne accentua il progressivo abbandono a danno del tessuto economico e produttivo. Così, se i grandi istituti di credito abbandonano i territori, le banche piccole e medie si trovano, di fatto e loro malgrado, a supplire a questa mancanza che non è giustificabile se non con una ricerca spasmodica di continui e più elevati livelli di efficienza e patrimonializzazione che nulla hanno a che vedere con gli interessi e le necessità delle persone, delle famiglie e delle piccole e medie imprese.

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