Fideuram Ispb, Corcos sale al comando

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di Redazione 28 Febbraio 2020 | 10:30

Adesso il cambio ai vertici di Fideuram Ispb è realtà. Come ha annunciato la società con una nota, a partire da lunedì 24 febbraio hanno avuto efficacia i cambiamenti in capo alla Divisioni Private Banking come erano stati anticipati lo scorso 26 dicembre: il CdA di Fideuram – Intesa Sanpaolo Private Banking, quindi, ha formalizzato la nomina di Paolo Molesini a presidente e di Tommaso Corcos ad amministratore delegato e direttore generale.

Tommaso Corcos ha così commentato: “È per me un onore prendere la guida della Divisione Private del Gruppo Intesa Sanpaolo. Il primo pensiero va ai miei nuovi colleghi: donne e uomini che, sotto l’eccellente guida di Paolo Molesini, hanno reso Fideuram – Intesa Sanpaolo Private Banking un punto di riferimento per l’intero mondo della consulenza finanziaria. La cultura aziendale che si respira nella nostra Divisione è una fonte di ricchezza straordinaria che intendo valorizzare anche in futuro, mettendo a fattor comune le competenze di ognuno. Posso contare su un patrimonio umano e professionale di altissimo livello, grazie al quale continueremo a garantire un modello di servizio sempre più competitivo e al passo coi tempi”.

Contestualmente, Fideuram – Intesa Sanpaolo Private Banking ha altresì comunicato tutti i numeri del 2019 in cui il gruppo ha registrato un totale di masse amministrate al livello record di 242,7 miliardi di euro, in crescita del 14% rispetto all’inizio dell’anno (213,1 miliardi), una raccolta netta totale pari a 10,9 miliardi (10,2 miliardi nel 2018, +7%) ed una raccolta netta di risparmio gestito a 4,6 miliardi (3,6 miliardi nel 2018, +28%). Il numero complessivo dei private banker è pari a 5.834 unità, con un portafoglio medio di circa € 42 milioni (in crescita rispetto a € 36 milioni di inizio anno). Le commissioni nette si attestano sui 1.747 milioni di euro, in crescita del 3% rispetto al 2018 (1.695 milioni) ed il Cost/Income ratio scende al 31%, migliorando il livello raggiunto nel 2018 (32%). L’utile netto consolidato segna il nuovo massimo storico di 906 milioni, in crescita del 9% rispetto al 2018 ed l’elevata solidità patrimoniale, ampiamente al di sopra dei requisiti normativi, si esprime con un Common Equity Tier 1 ratio al 19,2%.

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