Banca Mediolanum, cuore Doris per l’ospedale Sacco

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di Redazione 4 Marzo 2020 | 15:55
L’istituto donerà 100 mila euro e si farà promotore di una raccolta fondi per l’acquisto di attrezzature sanitarie utili ad affrontare l’emergenza coronavirus.

Banca Mediolanum ha deciso di effettuare una donazione pari a 100.000 euro a favore dell’ASST Fatebenefratelli Sacco di Milano, una delle strutture sanitarie che sta affrontando, in prima linea, l’emergenza della diffusione del COVID-19 in Italia. A comunicarlo è la stessa società attraverso una nota ufficiale. La donazione verrà impiegata per l’acquisto di attrezzature necessarie ai reparti maggiormente impattati dalla contingenza attuale, ovvero le Unità Operative di Malattie Infettive, del professor Massimo Galli e del dottor Giuliano Rizzardini e di Terapia Intensiva del dottor Emanuele Catena.

Contestualmente viene aperto un conto corrente dedicato, per raccogliere fondi il cui ricavato sarà interamente destinato all’acquisto di attrezzature utili al reparto di Microbiologia, Virologia e Bioemergenze, retto dalla professoressa Mariarita Gismondo. Gli estremi per la donazione sono:

IBAN IT97O0306234210000001901901

intestato a Banca Mediolanum

causale: Emergenza Coronavirus

“In questo momento di emergenza collettiva, gli ospedali sono le strutture a cui viene richiesto il massimo sforzo il cui ruolo è fondamentale per combattere questo virus”, ha commentato Massimo Doris, amministratore delegato di Banca Mediolanum, “Come banca sentiamo il dovere di sostenere concretamente l’Ospedale Sacco, una struttura di eccellenza che, con tutto il suo personale, sta affrontando questa emergenza con responsabilità, coraggio e dedizione”.

Professore Massimo Galli, primario dell’Ospedale Sacco, ha quindi aggiunto: “Ringrazio sentitamente Banca Mediolanum per l’iniziativa. Stiamo fronteggiando un’emergenza da cui usciremo ma che necessita di interventi importanti. Questo virus è nuovo, ancora non lo conosciamo è perciò abbiamo bisogno di saperne di più. Abbiamo il dovere, come primo paese occidentale colpito, di dare un nostro contributo alla ricerca sulle caratteristiche del virus. Dalla prima linea possiamo fornire contributi di conoscenza importanti. Siamo in grado di produrli, ma abbiamo bisogno di un costante supporto per poterlo fare. Grazie a chi vorrà fornircelo”.

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