Coronarivus, l’appello a Conte di un consulente

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di Redazione 6 Marzo 2020 | 10:35

Il recente stato di emergenza dovuto al coronavirus ha evidenziato non poche criticità operative nei diversi settori produttivi del paese, compreso quello finanziario. Per comprendere il sentore di chi vive questo mondo, pubblichiamo il testo di una mail indirizzata al presidente del consiglio Giuseppe Conte, inviata dal consulente finanziario Mirco Bonaldo. Condividete il pensiero del professionista? Fateci sapere il vostro punto di vista nei commenti.

Gentile Presidente Conte,

la so impegnato nell’emergenza corona virus, perciò sarò sintetico.

Io sono un Consulente Finanziario (abilitato all’offerta fuori sede), ed ho un’esperienza trentacinquennale.

In questi giorni il virus richiamato ha creato all’intero Paese svariati squilibri, facendo emergere molte problematiche. Alle tante, che ben conosce (o che sta conoscendo), ne aggiungo un paio che riguardano il mio settore/attività:

la burocrazia eccessiva e l’arretratezza digitale.

Tradotto: quando un consulente deve incontrare un cliente “il passo” gli è fortemente rallentato da un’enorme mole di documentazione da produrre. Inoltre, l’arretratezza digitale di molte Società finanziarie (SIM e SGR) soffoca l’efficienza che il risparmiatore meriterebbe, soprattutto, in circostanze d’emergenza come questa.

Peggio, la riluttanza agli incontri che si sta sviluppando tra le persone per paura dei contagi (anche se le persone sono sane, intendo) aggrava le ansie sugli andamenti delle gestioni dei propri risparmi creando insicurezza. Il tracimare in “scelte da panico” è atto conseguente, come ben dimostrano le copiose vendite in borsa. Vendite emotive, certo; ma che distruggono risparmio: valore di tutti.

Alla luce di quanto sintetizzato, sono a proporle di valutare, con Consob ed altri esperti finanziari del Suo staff, quali potrebbero essere le misure e/o gli incentivi, anche di natura economica, da fornire al mercato finanziario nel Suo/Vostro progetto di Decreto per rilanciare il Paese, al fine che l’operatività digitale dei processi diventi realmente “moderna”.

Non si tratta d’incentivare la consulenza digitale, ma l’operatività di decine di migliaia di Consulenti che operano in Italia, spesso prigionieri di società che insistono sul ridondante cartaceo.

So che ogni società finanziaria potrebbe provvedere in proprio effettuando degli investimenti tecnologici ma, nonostante si senta ovunque l’eco del FIN-TECH, essi sono ancora modesti consegnando l’eco … all’inefficacia.

Serve uno stimolo forte (es: credito d’imposta per investimenti tech) perché il sistema si attivi per davvero. E lo stimolo d’indirizzo realmente efficace lo può dare solo il Governo/Legislatore.

Ringraziandola per l’attenzione e nella consapevolezza d’averle fornito solo dei “la” per approfondire delle tematiche sicuramente non trascurabili, la saluto cordialmente e le auguro buon lavoro.

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