Consulenza e trasparenza dei costi, le osservazioni di Federpromm

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Avatar di Redazione 9 Marzo 2020 | 11:37

Si è conclusa il giorno 7 marzo la consultazione pubblica da parte della Consob sulla “Trasparenza dei costi dei servizi d’Investimento” in applicazione alla Mifd II con un documento aperto al mercato finanziario per acquisire pareri e consensi da parte delle associazioni, intermediari ed operatori del settore sulle “raccomandazioni  e le modalità di adempimento dell’obbligo di rendicontazione ex post dei costi e oneri connessi alla prestazione di servizi d’investimento e accessori” a cui gli intermediari devono fornire agli investitori entro il termine di fine  aprile dell’anno successivo a quello di riferimento.  Un tema che a parere di Marucci della Federpromm ha fatto discutere e aprire un forte dibattito all’interno della comunità finanziaria già dall’inizio del 2019 allorquando la stessa Consob con un “richiamo di attenzione”, invitava gli intermediari a fornire una corretta quanto comprensibile rendicontazione, soprattutto sui contenuti, sulla forma e sulla struttura del documento da consegnare obbligatoriamente ai clienti investitori circa i costi “onnicomprensivi” dei servizi offerti.

Un tema di estremo interesse – precisa Marucci – a cui gli intermediari hanno prestato poca attenzione muovendosi a “briglia sciolta” sulla formulazione di un documento che rispecchiasse fedelmente tutte le variabili dei costi  ed oneri da evidenziare nel resoconto annuale richiamati dalla stessa Consob, nel rispetto della normativa primaria ed indicazioni fornite dall’Esma.

Con questo nuovo documento in consultazione pubblica l’ Autority italiana di vigilanza sui mercati mira adesso ad un riordino generale del sistema di controllo sulla rendicontazione fornendo “un modello unico”  che valga per tutti gli intermediari e vuole acquisire elementi utili e suggerimenti per fornire una maggiore trasparenza informativa  nell’esplicitare “tutti gli oneri e i costi” sostenuti dagli stessi investitori  a cui gli intermediari dovranno poi “obbligatoriamente” adeguarsi, avendo come obiettivo, in un ambito di analisi costi/benefici, una maggiore protezione e diritti degli stessi clienti-investitori.

Nella formulazione delle osservazione al documento Consob, condividendone l’impostazione generale, Federpromm ha suggerito di accogliere alcuni  elementi utili nello schema del prospetto unico per una migliore sistematicità delle voci da considerare, soprattutto sui costi sostenuti dall’investitore per quanto riguarda la natura del servizio di consulenza offerto

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