Consultinvest, uno sguardo al futuro di un contesto difficile

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di Redazione 13 Marzo 2020 | 12:00

Il momento dei mercati è sicuramente delicato. Abbiamo chiesto al responsabile Ufficio Studi di Consultinvest, Paolo Longeri, di darci un outlook sulla futura evoluzione dello scenario.

“E’ ancora molto difficile fare delle previsioni sulla futura evoluzione dei Mercati Finanziari.

Quelli azionari e obbligazionari creditizi ed emergenti sono scesi in modo molto importante, partendo tuttavia da valutazioni molto elevate raggiunte solo a metà Febbraio, mentre quelli obbligazionari scontano ampiamente una recessione globale.

I Mercati Azionari e del Credito sono scesi perché devono incorporare la inevitabile futura riduzione nella crescita economica e degli utili aziendali.

Il caso del Settore Energia, dopo il crollo del prezzo del petrolio di Lunedì 9 Marzo, è paradigmatico: essendo un Settore molto rilevante in termini di capitalizzazione globale e molto levereggiato finanziariamente, soprattutto negli USA con le società che operano nello Shale Oil, il ribasso delle valutazioni è stato inevitabile e ha trascinato con sé anche quello dei Finanziari che sono molto esposti verso di esso.

Quindi valutare la portata dell’impatto economico in termini di crescita futura del Pil e degli Utili Societari è cruciale per l’Investitore ai fini di determinare se i prezzi attuali hanno un corretto valore oppure no.

Il problema per l’Investitore è che la visibilità della situazione attuale è ancora molto bassa e cercare di farsi un’idea sull’entità dei futuri impatti economici è molto difficile. Il rischio è che una situazione come quella di Wuhan o della stessa Italia vada a crearsi anche negli altri Paesi Europei e poi estendersi agli USA, tutti Paesi dove fino a poche ore fa il fenomeno è stato sottovalutato al pari di quanto fatto inizialmente in Italia.

Tuttavia si deve anche cercare di guardare al lungo termine e credere che ad un certo punto la situazione sarà sostanzialmente contenuta e sotto controllo grazie alle risposte di contenimento che saranno prese, per cui dobbiamo ipotizzare che in futuro le economie abbiano modo di riprendersi: quello che ci manca, come detto è la visibilità sull’entità del danno. Un primo importante metro di valutazione avverrà da metà Aprile, quando avremo le prime trimestrali.

Ma se l’Investitore si pone in ottica di medio e lungo termine può iniziare a fare dei ragionamenti e approcciare gradualmente i Mercati Azionari con la classica strategia di lungo termine e pensare a questa correzione come una occasione per iniziare a reinvestire sul Mercato Azionario a prezzi ora ragionevoli e non a quelli assurdamente sopravvalutati degli ultimi mesi.

Obiettivo è quello di andare a ricercare le Società di Qualità ovvero con i Bilanci solidi e Business e Mercati di riferimento e piani strategici chiari, in Settori come quello della Salute e della Tecnologia che crediamo avranno grande spazio dopo le attuali vicende. Per poi in un secondo momento andare a cercare quei titoli più Value che sono stati letteralmente massacrati e ridotti a valutazioni ridicole. Il tutto condito con la massima diversificazione geografica e con una selezione dei titoli in portafoglio alla ricerca dell’Alpha più che del Beta del Mercato. E per chi l’investitore che non ama il “fai da te” scegliere gestioni molto dinamiche e flessibili.

Ovviamente non è che crediamo in una ripresa decisa e monotonica dei Mercati, anzi ci aspettiamo ancora molta volatilità.

Ma l’idea rimane quella di iniziare a mettersi in una modalità e in un assetto mentale che andrà a ricercare progressivamente le opportunità sui Mercati Azionari, anche e soprattutto per chi finora ha sempre puntato molto, peraltro in modo vincente negli ultimi mesi, sull’Obbligazionario Governativo dei Paesi Core.

La risposta delle Autorità sarà in grado di contrastarne gli effetti negativi sulla crescita, soprattutto perché sta diventando maggiormente coordinata con Banche Centrali e Governi che hanno iniziato a mettere sul tavolo misure monetarie e fiscali sempre più importanti, al fine di evitare una recessione e con scarsissima voglia del Mondo Politica di vedere i Mercati Azionari in caduta libera (pensate alle elezioni USA….).

Il ribasso globale dei Tassi d’interesse faciliterà l’emergere di rendimenti sempre più competitivi sull’azionario e sui titoli di maggiore qualità, che risulteranno interessanti anche se corretti per il rischio e per un inevitabile rallentamento nella crescita degli utili (vedi riquadro).

Per le Obbligazioni invece la strada di lungo periodo si farà più ardua. Le possibilità di ritorno economico da questi investimenti saranno limitate per quelli che puntano sul Credito  speculativo e sui rating vicini al Non Investment Grade, che dovranno subire l’allargamento degli spread (attardato rispetto alla perdita di valore dell’Azionario) e più in generale da un livello dei tassi d’interesse reali molto negativo e da un livello di quelli nominali che non ha ormai spazio per una compressione significativa; mentre dovranno affrontare un inevitabile aumento delle emissioni di Debito Pubblico necessario a sostenere le economie che porterà tensione sui tassi”.

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