Consulenti, cosa c’è per voi nel decreto del governo (aggiornato)

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Marcello Astorri di Marcello Astorri 16 Marzo 2020 | 10:03
Il governo si appresta a varare le misure per alleviare i contraccolpi dell’emergenza sull’economia, tra rinvii fiscali e somme una tantum per gli autonomi.

È arrivato l’ok del consiglio dei ministri al decreto “Cura Italia”, nel quale sono contenuti 25 miliardi di euro di misure economiche per affrontare l’emergenza coronavirus. Si tratta di una prima tranche di provvedimenti, in attesa di una seconda parte attesa per aprile.

Nel testo del decreto, vi sono alcune misure che potrebbero andare a beneficio anche dei consulenti finanziari. Infatti, si legge di un contributo una tantum di 600 euro per “professionisti titolari di partita iva attiva alla data del 23 febbraio 2020, ai lavoratori titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa attiva alla medesima data e, iscritti alla Gestione separata non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, agli operai agricoli a tempo determinato e ai lavoratori dello spettacolo”. Secondo quanto raccolto da Bluerating, che ha interpellato alcune fonti sindacali, la misura sembra comprendere anche i consulenti finanziari. Anche se bisognerà attendere eventuali circolari interpretative per verificare le modalità di accesso.

Anche il fisco allenterà la presa per chi ha un fatturato non superiore a 2 milioni di euro ed è compreso nella lista di attività più colpite dal virus: sono state infatti rinviate le scadenze, a partire dal versamento Iva di lunedì 16 marzo. Il decreto sancisce che “È sospeso ogni ulteriore adempimento fiscale con scadenza tra l’8 marzo 2020 e il 31 maggio 2020. I versamenti sospesi sono effettuati, senza applicazione di sanzioni e interessi, in un’unica soluzione entro il 31 maggio 2020 o mediante rateizzazione fino a un massimo di 5 rate mensili di pari importo a decorrere dal mese di maggio 2020”. Per chi, invece, ha un fatturato sopra i 2 milioni le scadenze del 16 marzo sono rinviate solo di pochi giorni, al 20 marzo. Inoltre, è stato stabilito il blocco totale della riscossione: ovvero niente cartelle e pignoramenti fino al 31 maggio.

Infine, per chi ha il mutuo della prima casa sulle proprie spalle, è possibile usufruire della sospensione delle rate fino a un massimo di 18 mesi attraverso il Fondo Gasparrini. Questa è una possibilità estesa – per un periodo di 9 mesi dal provvedimento emanato il 16 marzo – anche ai lavoratori autonomi e ai liberi professionisti che autocertifichino di aver registrato, “in un trimestre successivo al 21 febbraio 2020 ovvero nel minor lasso di tempo intercorrente tra la data della domanda e la predetta data, un calo del proprio fatturato, superiore al 33% del fatturato dell’ultimo trimestre 2019 in conseguenza della chiusura o della restrizione della propria attività operata in attuazione delle disposizioni adottate dall’autorità competente per l’emergenza coronavirus”. Per l’accesso al Fondo, non è richiesta la presentazione dell’indicatore della situazione economica equivalente (ISEE).

Testo aggiornato il 17 marzo

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1 commento

  • Avatar salvatore lionetto says:

    mai un provvedimento serio per chi percepisce una pensione di appena 600euro

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