Coronavirus, è il momento di investire sulle banche

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di Redazione 17 Marzo 2020 | 12:00

“Se il rallentamento economico seguirà le orme di quanto abbiamo visto e stiamo vedendo in Cina, in un’ottica temporale di medio periodo il settore industriale, bancario e dei consumi potrebbero rappresentare interessanti opportunità di investimento“. È l’analisi di Alberto Conca, responsabile degli investimenti di Zest Asset Management. “Per quanto riguarda l’Italia, abbiamo esposizione in particolare al sistema bancario con investimenti negli istituti finanziari più importanti e solidi attraverso investimenti su buona parte della struttura del capitale e con scadenze abbastanza diversificate”.

La scorsa settimana, come se non bastasse l’aggravarsi dell’emergenza legata ai contagi da Coronavirus, si è aggiunta la decisione dell’Arabia Saudita di interrompere i negoziati dell’OPEC+ per tagliare ulteriormente la produzione di petrolio, scatenando, de facto, una guerra di prezzi con la Russia. Guerra dei prezzi su petrolio che, congiuntamente all’aggravarsi della pandemia a livello mondiale e alla disomogeneità nelle contromisure prese dai vari governi e dalle banche centrali, ha creato le condizioni per una tempesta perfetta sulle piazze finanziari globali.

Il crollo delle quotazioni non ha risparmiato nessuno: con i principali mercati azionari e obbligazionari, che hanno indistintamente vissuto una settimana da incubo, conclusasi con le parole non certo rasserenanti della Lagarde. L’economia globale subisce quindi un brusco rallentamento, confermato da questo inizio di settimana, con le borse mondiali che pagano l’incertezza dovuta alla crisi sanitaria ed economica e dalla mancanza, per il momento, di unità d’intenti. In questo contesto di blocco dell’attività economica, diventa importante mettere in atto dei piani fiscali in grado di dare supporto ai redditi dei consumatori e offrire respiro alle aziende che rischiano di andare presto in crisi di liquidità. “Il comparto obbligazionario sta subendo il contraccolpo scatenato dal Coronavirus, come si vede dal repentino allargamento degli spread, in particolare sul segmento più rischioso del credito, gli high yield”, sottolinea Conca.

“Questi aumenti degli spread sono sempre accompagnati da una forte diminuzione della liquidità, che rende difficile operare sui mercati e avere una visibilità chiara sui prezzi”. La Federal Reserve ha compiuto i primi passi verso una nuova tornata di espansione monetaria: la Fed ha incrementato le operazioni di Repo per fornire liquidità al sistema e ha abbassato ulteriormente i tassi, riportandoli praticamente ai livelli visti durante la crisi del 2008; nonostante ciò, fino a ora le manovre si sono rivelate insufficienti, indicando che per sostenere il sistema le banche centrali dovranno agire di comune accordo, in maniera coordinata, implementando tempestivamente misure di politica fiscale e monetaria che possano supportare i consumatori e dare ossigeno alle imprese.

I segmenti maggiormente colpiti in questa fase sono stati ovviamente quelli legati al settore del turismo, delle compagnie aeree, il settore bancario in particolare in Italia e ovviamente il comparto energetico. Le aziende di questo settore non generano flussi di cassa positivi da molti anni, quindi hanno fatto affidamento finora all’accesso al credito per mantenere attive le proprie attività. Una stretta del credito, causata dal crollo del prezzo del greggio, metterebbe in seria difficoltà tutto il settore.

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