Consulenti, cronache di un roadshow sbarcato in Antartide

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Marcello Astorri di Marcello Astorri 18 Marzo 2020 | 09:51
Il racconto di Fabio Cappa, manager di Raiffeisen Capital Management che è stato nel continente dei ghiacci per documentare i cambiamenti climatici. Il suo reportage sarà al centro dei Magister della casa austriaca in autunno.

Un incredibile viaggio ai confini del mondo per poter mostrare ai propri clienti cosa sta succedendo in Antartide. Fabio Cappa, senior institutional client manager di Raiffeisen Capital Management, è tornato dalla sua spedizione lo scorso 10 marzo e ha raccontato a Bluerating che cosa ha visto: “È stata una delle esperienze più toccanti e ricche della mia vita. Solo arrivare in Antartide è stato incredibile. Tutte emozioni che racconterò nelle serate che organizzo con i clienti retail. L’anno scorso ho fatto oltre 100 serate, a cui hanno partecipato decine di migliaia di persone. Io faccio sempre così: documento in giro per il mondo quello che accade a causa dei cambiamenti climatici”. Il roadshow della casa austriaca, il Magister Reiffeisen, è stato rinviato a causa dell’emergenza sanitaria in atto, ma in autunno tornerà su varie città italiane. E i racconti di questa grande avventura saranno il piatto forte.

“Per arrivare in Antartide è stata tosta”, continua Cappa, “ho viaggiato da Roma a Buenos Aires, per arrivare a El Calafate, la zona dei ghiacciai dell’Argentina. Qui ho visto il Perito Moreno, unico ghiacciaio al mondo che non si sta ritirando. E, a pochi chilometri, c’è invece il ghiacciaio Upsala, che si sta ritirando alla velocità di 5 chilometri all’anno. Dopodiché, sono andato a Ushuaia, la fin del mundo, e da lì mi sono imbarcato su una nave scientifica costruita per il Noaa, la National Oceanic and Atmospheric Administration”.

Il viaggio verso l’Antartide è stato compiuto su una nave da 90 posti. La traversata del canale di Drake, che porta alle Isole Shetland Meridionali, dura 48 ore: “C’erano onde alte fino a 10 metri”, racconta Cappa, “poi, quando si arriva, all’interno della penisola Antartica il mare si appiattisce completamente ed è quasi fermo”. Arrivati a terra, bisogna pulire gli stivali: “Non bisogna portare nulla dalla nave al Continente Antartico e viceversa. Ci pulivano con delle pompe che sembravano quelle che si usano per le auto. Lo facevano perché spore, batteri o il trasporto di specie non autoctone potrebbe provocare grandissime alterazioni in un ambiente incontaminato”.

Accompagnato da guide e scienziati, a Cappa sono state spiegate varie caratteristiche del ghiaccio artico: “Lo spessore può arrivare a 4 mila metri. Nel ghiaccio è intrappolata qualsiasi banca dati riguardante l’atmosfera terrestre. Andando a scavare a 3.200 metri di profondità, gli scienziati sono andati a trovare particelle di atmosfera di 800 mila anni fa fino a oggi. Ebbene: il livello di CO2 è sempre stato tra 180 e 280 parti per milione, laddove a 180 si verificavano le glaciazioni e a 280 i relativi scongelamenti”. L’uomo esiste da circa 200 mila anni e, a partire dall’inizio del Novecento, ha iniziato a immettere CO2 nell’atmosfera con le sue attività. “Oggi siamo arrivati ad avere 415 parti per milione di CO2. Questo è un dato che mette a tacere anche i più grandi negazionisti”, sostiene Cappa.

I cambiamenti climatici stanno provocando danni incalcolabili anche agli animali: “Le colonie di pinguini sono dimezzate rispetto a soli 10 anni fa”. Il motivo è la scarsità di Krill Artico, alimento principe dei pinguini: “Il Krill è un minuscolo gamberetto che si riproduce nei primi 40 cm di ghiaccio, ma se questo si ritira la larva di Krill ha meno possibilità di svilupparsi”. Questo ha ripercussioni non solo sui pinguini, ma sull’intero ecosistema antartico.

Cappa vuole racconterà questi aneddoti mentre spiega ai clienti i fondi di Raiffeisen Capital Management, società che fa parte del maggior gruppo bancario austriaco con sede a Vienna. Per lui, lo sviluppo di una finanza etica può essere un punto di svolta nella lotta ai cambiamenti climatici: “Non c’è più tempo”, scrive sul suo sito fabiocappa.it, “Solo smettendo di finanziare chi sta portandoci nel baratro ci darà l’ultima chance”.

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