Elio Conti Nibali e quei ricordi dell’ufficio

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Matteo Chiamenti di Matteo Chiamenti 3 Aprile 2020 | 12:51

Consulenti, diario della quarantena. Una rubrica che racconta la vita e le emozioni dei protagonisti italiani del mondo dell’advisory ai tempi del Coronavirus. Senza formalità, come una pagina bianca su cui scrivere.

Ex presidente di Anasf, vice presidente Ocf e consulente di lungo corso in Fideuram, Elio Conti Nibali è uno di quei professionisti che vive il proprio lavoro con una passione vera e sincera. L’ufficio non è solo una mera postazione lavorativa, ma è quasi una seconda casa, un luogo di incontro con altre persone con cui condividere il medesimo entusiasmo per questo mestiere. Amici, più che semplici colleghi. “Un rituale, un’abitudine, un appuntamento fisso, oppure il semplice piacere di incontrarsi con amici. Sarà per uno qualsiasi di questi motivi, ma da più di trent’anni, prima con Franco, poi con Sebastiano, sempre con Maurizio, tutte le mattine prima di entrare in ufficio il caffè si prende insieme. Il solito bar, le solite battute, il banconista che ti saluta “buongiorno Presidente”!”

Questi sono i primi pensieri in questo momento di quarantena, un flusso che continua sulla scia dei ricordi di una quotidianità che sembra sospesa: “Noi a commentare il titolo del giornale locale lasciato sul tavolino, con un occhio speciale alle notizie calcistiche che, diciamolo, è il vero argomento d’interesse. Attenzione però ai futures, “oggi mi pare che parte male”, è la sentenza del buon Maurizio, ed allora via in ufficio, dove non trovi solo colleghi e segretarie, clienti e dipendenti, ma persone che fanno parte della tua vita.
Amici con cui condividi una professione bellissima, che non va bene per i lupi solitari, una professione vissuta insieme, con giornate fatte di alti e bassi, ma con tanti porti sicuri e pronti a riceverti”.

E come in quei sogni dove ci si sveglia di colpo, trascinati nella realtà da un rumore sgraziato che rompe l’incantesimo e la quiete, ecco l’isolamento:
“Poi, all’improvviso arriva il virus e scattano le azioni di salvaguardia: lavoro da remoto, conference call, telefonini e computer, connessioni all’ennesima potenza. Tutto al massimo dell’efficienza, forse anche oltre l’immaginabile. Tutto ok quindi, si va avanti lo stesso. Ma…il nostro caffè della mattina? Il nostro sentire comune, fatto di sorrisi che sanno di appartenenza, i nostri conciliaboli nei corridoi, “come sta tuo figlio, ha dato la materia” ? La nostra bella, grande famiglia ha voglia di riunirsi ancora e presto” conclude Conti Nibali. 

Come diceva Charles Bukowski “Tutto si riduce all’ultima persona a cui si pensa la notte: è lì che si trova il tuo cuore”. Ed è per questo che forse il valore aggiunto della vera consulenza, proprio ora lo stiamo campendo, risiede tutto nella nostra capacità di mostrarci semplicemente esseri umani.
 

 

 

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