Consulenti, i sette comandamenti da non dimenticare

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Avatar di Hillary Di Lernia 7 Aprile 2020 | 12:05

Cari consulenti, che sia un periodo difficile come questo che stiamo passando o un periodo “normale”, ovvero senza particolari complicazioni, ci sono alcuni principi che sarebbe bene non dimenticare, a prescindere da ciò che accade intorno a noi.

A tal proposito Paolo Legrenzi, psicologo e accademico italiano, noto a livello internazionale nel campo della psicologia cognitiva, ha stilato un elenco di alcuni “comandamenti” che i consulenti e i risparmiatori dovrebbero sempre tenere a mente. Vediamoli insieme.

I Comandamento: Alla luce del fatto che i circa novemila miliardi di risparmi degli italiani sono per più del 90% investiti in Italia e in euro, è bene espandersi sui mercati che meno risentiranno della crisi manifatturiera e commerciale in quanto immateriali. Si tratta di operare un’espansione geografica, avere quindi una maggiore diversificazione. Per questo è importante fare anche un’estensione nel tempo volta ad allargare la finestra temporale con cui si esaminano i rendimenti dei propri investimenti. Non mensile, non annuale, ma pluri-annuale. Le conseguenze economiche del virus dureranno molto di più del contagio biologico. Dietro al contagio biologico corre più veloce il contagio psicologico e, più grande ancora, segue il contagio economico, con le conseguenze sui mercati.

II Comandamento: la paura sia di perdite in conto capitale sia di imprevisti hanno in modo sinergico indotto i risparmiatori italiani a tenere più di 1.500 miliardi di liquidità e altri 500 miliardi circa di euro investiti a breve. Questi investimenti non riescono a compensare neppure l’inflazione. Questa è la grande occasione per espandersi nello spazio, e nel tempo, passando su investimenti più profittevoli sui tempi medio-lunghi rispetto alla liquidità e agli investimenti a breve termine. E’ importante far uscire i clienti dal circuito che va dalle paure individuali al panico determinato dal contagio delle paure. Anche nel caso dello scenario più negativo del dopo-virus, che è improbabile si verifichi, lo S&P500 su un arco decennale è stato più che soddisfacente.

III Comandamento: i modi con cui l’Italia ha affrontato per necessità (pochi posti letto) e debolezza tecnologica (cfr. i tracciamenti dei contagiati in Sud-Corea alla luce di diagnosi rapide) potrebbe determinare una lunga scia di riduzione di ricchezza in futuro. Questa deve indurre a riflettere sulle modalità del passaggio generazionale perché le prossime generazioni saranno meno capaci di accantonare ricchezza. Questa consapevolezza deve indurre ad accelerare le ristrutturazioni dei portafogli nei modi sopra indicati.

IV Comandamento: va abbassato il livello generale delle paure verso il futuro, alzatosi a seguito del contagio delle paure da virus, in modo da capire che l’alto livello della paura è una forma di autolesionismo e un regalo fatto a chi si avvantaggia del premio al rischio sulle azioni avendo fatto un’espansione dello spazio e del tempo. Per ottenere un esame esteso nel tempo, per prevedere il futuro sulla base del passato, va ricordato che in molti ambiti, da quello delle previsioni del tempo a quello della previsione dei risultati sportivi, è più facile fare previsioni accurate a breve termine che non previsioni a lungo termine. Per quanto concerne i mercati azionari e gli altri mercati finanziari, si verifica invece proprio il contrario: il premio al rischio, che premia le azioni considerate dai più rischiose rispetto agli altri investimenti, manifesta inevitabilmente i suoi effetti benefici ma solo sui tempi lunghi. Per questo motivo è importante mostrare come funziona il premio al rischio e il circuito delle paure e ricordare inoltre il cosiddetto “effetto molla”: i mercati anticipano sempre la ripresa di alcuni mesi, appena si hanno segnali latenti della fine della crisi.

V Comandamento: gli italiani sono imbottiti di liquidità per tre motivi principali: sono molto avversi al rischio, non capiscono che le previsioni sui tempi lunghi sono più sicure ed affidabili, temono eventi improvvisi e negativi e tengono molti risparmi liquidi invece di assicurarsi.  Questi tre assunti vanno smontati con la fiducia, riattivando il circuito della speranza, la spiegazione di come funzionano le previsioni e il ricorso alle assicurazioni per difendersi dai timori e dai principali pericoli (capitale umano, salute dei cari, casa e altri beni vulnerabili). Lo storno sui mercati, soprattutto quelli immateriali è una grande occasione perché questi titoli si riprenderanno come una molla compressa innaturalmente: effetto molla. Lo S&P500 funziona come una molla che si comprime e si espande, non cresce in modo lineare perché il premio al rischio è una variabile soggettiva e non oggettiva e oscilla tra pessimismo e ottimismo.

VI Comandamento: è l’occasione per ristrutturare tutto l’assetto dei risparmi, forse anche la parte congelata in immobili, di cui le nuove generazioni avranno meno bisogno delle precedenti, molto sensibili alla conquista della prima casa di proprietà. I rendimenti delle abitazioni resteranno bassi a lungo per povertà diffusa, tasse alte o percepite come tali, pochi figli ed emigrazione degli elementi più brillanti all’estero date le migliori condizioni di lavoro. La ristrutturazione deve avvenire secondo le linee sopra indicate. Si punterà sull’argomento che tempi eccezionali richiedono interventi eccezionali: la grande liquidità in euro è un’occasione forse irripetibile.

VII Comandamento: procedere gradatamente con i prime sei suggerimenti per non creare ansie, dubbi e perplessità, ma non procedere troppo lentamente. Chi prima lo farà si avvantaggerà della lentezza altrui. Nel confronto con il reddito fisso, il dopo virus probabilmente accentuerà questa tendenza a lungo termine. In rapporto ai rendimenti dei governativi a 30 anni USA, o S&P è sempre più economico. Con l’eccezione del 2001, i mercati sono scattati come una molla appena si sono avuti i primi segnali della fine della crisi. Potrebbe succedere anche questa volta?

 

 

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