Coronavirus, le reti si stanno dimostrando forti

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Avatar di Hillary Di Lernia 15 Aprile 2020 | 12:16

“L’industria si è fatta trovare preparata”. Così Marco Tofanelli, segretario generale di Assoreti e vicepresidente dell’Ocf in un’intervista a MF-Milano Finanza.

Nonostante i numeri della raccolta siano ancora parziali, sono significativi dell’ottimo lavoro svolto dai consulenti finanziari in questo periodo così fortemente destabilizzato a causa dell’emergenza Coronavirus.

«I primi dati di marzo, che censiscono sei società che rappresentano circa il 75% del mercato, hanno mostrato una raccolta netta di 3 miliardi», spiega Tofanelli, in leggera flessione rispetto a febbraio quando erano stati 3,2 miliardi a parità di campione. «Sono dati ancora temporanei ma che mostrano come l’industria si sia fatta trovare preparata mettendo a frutto le tecnologie su cui ha tanto investito negli ultimi anni.  Se da una parte i flussi di marzo mostrano riscatti nel risparmio gestito di circa 1,8 miliardi dall’altra evidenziano una crescita della liquidità, a 3,2 miliardi, oltre che del risparmio amministrato, che ha raccolto 1,5 miliardi, a dimostrazione che i risparmiatori, grazie ai consulenti, sono stati protetti e hanno colto opportunità continuando a investire in mercati fortemente volatili» aggiunge.

Il settore della consulenza finanziaria si rivela dunque fondamentale in questo periodo, anche per il fatto che le reti hanno in gestione circa 620 miliardi dei 4.400 di patrimonio complessivo delle famiglie italiane, con un centinaio di miliardi parcheggiati in liquidità. «Risorse che potrebbero avere un ruolo fondamentale per evitare il crollo del pil italiano e sostenere le imprese che, oggi più che mai, hanno bisogno di risorse per ripartire», suggerisce Tofanelli.

Importanti anche i progressi fatti per gli aspiranti consulenti in procinto di cimentarsi con le prove valutative per l’iscrizione all’Albo. «Stiamo lavorando alla messa a punto del primo esame da remoto, utilizzando il tracciamento e il riconoscimento facciale per permettere a più di mille candidati di poter iniziare a lavorare», conclude, «bisogna rivedere il regolamento interno dell’Ocf che deve essere approvato dal ministero dell’Economia, sentita la Consob, e contiamo sul fatto che anche le autorità siano veloci nel rispondere ai nuovi bisogni».

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