Enasarco, per “Fare Presto” le pensioni sono a rischio

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Avatar di Redazione 16 Aprile 2020 | 15:19

Vi proponiamo di seguito il comunicato stampa dei Consiglieri Enasarco Luca Gaburro, Antonino Marcianò, Alfonsino Mei, Davide Ricci e Gianni Guido Triolo – rappresentanti delle sigle ANASF, CONFESERCENTI, FEDERAGENTI e FIARC – su quanto deliberato nel CdA Enasarco del 15 aprile, circa le misura per gli iscritti in relazione all’emergenza Coronavirus.

Ieri, mercoledì 15 aprile, si è tenuto un CdA Enasarco che, per l’ennesima volta, ha dato mostra di mancanza di rispetto verso la categoria degli Agenti di Commercio e dei Consulenti Finanziari“, lo dicono i 5 Consiglieri della Fondazione: Luca Gaburro, Antonino  Marcianò, Alfonsino Mei, Davide Ricci e Gianni Guido Triolo. Nel recente Consiglio d’Amministrazione “si è scelto adottare misure che penalizzano gli agenti e che mettono a rischio contributi, coperture e anzianità contributiva di tutti gli iscritti mentre lo si sarebbe potuto facilmente evitare – dicono i Consiglieri, rappresentanti delle sigle Anasf, Confesercenti, Fiarc e Federagenti – difatti la maggioranza, con il parere favorevole di 10 Consiglieri a fronte dei nostri 5 voti contrari, ha scelto di differire i termini di pagamento per le case mandanti ma non per gli agenti quando la logica, come evidente, era ed è quella di differire i termini per entrambi“. I 5 Consiglieri, le cui associazioni di riferimento compongono la lista unitaria “Fare Presto!” candidata alla guida di Enasarco nella prossima tornata elettorale, precisano che “gli Agenti sanno bene che il loro lavoro si basa naturalmente su quello delle case mandanti, per cui nutrono il più profondo rispetto“, ma oggi la maggioranza del CdA di Enasarco “ha fatto un pasticcio che rischia di mettere in seria difficoltà una categoria che in queste settimane è già massacrata dall’Emergenza Coronavirus“. Gaburro, Marcianò, Mei, Ricci e Triolo spiegano che in base a quanto deliberato ieri a norma del D.L. 23 “gli agenti continueranno a pagare da subito la ritenuta, ma senza avere alcuna garanzia sull’anzianità contributiva. Infatti se all’iscritto si continuano a chiedere le trattenute, la mandante invece non ha l’obbligo di versarle immediatamente; nel caso di specie: se l’azienda che in quel momento trattiene i soldi dovesse fallire, i contributi pensionistici che fine farebbero? La risposta è evidente: l’agente li perderebbe“. I 5 Consiglieri della Fondazione ricordano poi che “nei primissimi giorni dell’Emergenza Coronavirus abbiamo immediatamente avanzato la richiesta di posticipare il pagamento dei contributi; e facendolo prima del Decreto Legge, come avevamo proposto, saremmo senz’altro riusciti a tutelare entrambi, sia mandanti che agenti. E questo mentre in queste settimane le altre Casse, come a esempio quelle dei Medici e dei Giornalisti, lo hanno fatto. Enasarco invece no – proseguono Gaburro, Marcianò, Mei, Ricci e Triolo – per colpa di una maggioranza cieca di fronte alle esigenze di una categoria professionale, che in alcuni casi è stata messa in ginocchio dalla pandemia in corso. Si tratta di un’operazione fallimentare per la Fondazione da cui abbiamo preso nettamente le distanze votando no – concludono i rappresentanti di Anasf, Confesercenti, Fiarc e Federagenti – perché una cosa è avvantaggiare mandanti e agenti, un’altra è creare divisioni e nubi sul futuro di un’intera classe professionale“.

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