Covid e consulenti, dalle reti un supporto a metà

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Avatar di Redazione 27 Aprile 2020 | 12:45
In professionista su due non è sentito indirizzato commercialmente dalla propria rete. È quanto emerge da un rapporto realizzato da Anasf in collaborazione con McKinsey.

Più di un consulente finanziario su due (51%) non si è sentito commercialmente indirizzato dalla propria rete durante l’emergenza Covid-19. Ma, in ogni caso, il 98% di loro ha comunque dichiarato di essere stato coinvolto in iniziative formative a distanza. È quanto emerge da un rapporto realizzato da Anasf insieme a McKinsey, ripreso dall’inserto del Sole 24 Ore, Plus 24, uscito lo scorso sabato 25 aprile. Dai dati, inoltre, emerge che i consulenti si sono dimostrati proattivi, al punto che il 70% dei professionisti ha avviato azioni sui clienti che ritiene più rilevanti, con comunicazioni che per lo più hanno riguardato aggiornamenti di mercato e situazioni patrimoniali e, solo per un terzo, idee per investimenti.

“I dati sono quelli che mi aspettavo di leggere”, ha detto Maurizio Bufi, presidente di Anasf, a Plus24, “del resto, per età, gran parte dei consulenti ha già affrontato diverse crisi nel passato e ha potuto mettere a frutto l’esperienza maturata in quelle occasioni, tendendo a rafforzare la relazione e rassicurare il cliente”. Sul fronte delle richieste degli assistiti, dal rapporto emerge che il 30% di loro ha richiesto suluzioni a maggiore protezione, come prodotti a capitale protetto o assicurativi di tutela o protezione. Vi è invece una minore richiesta per prodotti di finanziamento (13%), investimenti su private market (6%) o altre soluzioni (5%)i

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