Mossa (Banca Generali) sceglie azioni e indici per il suo portafoglio

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di Hillary Di Lernia 29 Aprile 2020 | 15:24

L’amministratore delegato di Banca Generali, Gian Maria Mossa, rivela il suo paniere in questo periodo di forte crisi, sia sanitaria che economica, durante l’appuntamento in diretta Facebook  “Ricette per la ripresa” tenuto questa mattina e condotto dal conduttore televisivo Nicola Porro. Alla diretta hanno partecipato anche Andrea Delitala, responsabile dell’Investment Advisory di Pictet AM Italia e Alberto Gallo, partner e portfolio manager di Algebris Investments.

A marzo personalmente ho comprato azioni, indici ed è andata bene, ho comprato anche qualche singolo titolo ,e come sempre, qualcosa va bene e qualcosa va male.” afferma Mossa, che ammette di aver capito, dopo le diverse cicatrici create dai mercati finanziari che “quando tutti scappano quello è l’unico momento in cui ha senso prendersi un po’ più di rischio.”

Come sappiamo il  risparmio è un asset fondamentale per le persone, quindi i soldi vanno gestiti con attenzione, metodo, pianificazione e professionalità, e purtroppo a volte questo non accade, come sottolinea anche il manager. Ma adesso ci troviamo in un fase particolare, “non più di panico, e quindi bisogna partire da quelle che sono le aspettative per i prossimi mesi.”

Ovviamente bisogna fare differenza quando si parla di mercati, tra quello che può fare un gestore, che può modificare le proprie scelte anche su base giornaliera, e il semplice investitore, a cui occorrono tempistiche più lunghe. Ad ogni modo Mossa evidenzia tre aspetti a cui prestare particolare attenzione in questo momento:

  • Beni reali: “quando si stampa moneta tendenzialmente gli asset reali si rivalutano e questo spiega anche il trend dell’oro”;
  • Mercato obbligazionario: “sicuramente i governativi hanno già fatto molto, e ormai è un mercato in mano alle Banche centrali e di conseguenza c’è davvero poco da “spremere” ancora”;
  • Credito: “tante opportunità ma anche tanti rischio. Usciamo da un decennio in cui le aziende si sono indebitate moltissimo, sfruttando il denaro facile e quindi bisogna essere molto bravi a selezionare. Ecco perché lascerei questo compito ai gestori”.

Infine per quanto riguarda i prestiti delle banche, Mossa individua una situazione paradossale: “Molte banche sono entrate in questa crisi meglio capitalizzate rispetto al 2008-2009, e ad oggi le banche centrali stanno  riducendo per loro i vincoli di capitale, sia per l’inevitabile conseguenza della situazione di crisi che impatterà sugli attivi delle banche stesse e che quindi necessita di avere maggiore flessibilità, sia perché, se si vuole uscire da questa crisi velocemente, bisogna usare le banche, che devono prestare. Se dovessi mettere un euro di rischio nel mondo non governativo guarderei i finanziari.”

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