Enasarco, Mei e Fare Presto attaccano: “La democrazia è a rischio”

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Avatar di Redazione 7 Maggio 2020 | 13:02

Le elezioni online per il rinnovo dell’Assemblea dei Delegati in seno alla Fondazione Enasarco, inizialmente fissate per il 17-30 aprile 2020, rimangono “sospese” fino a data da destinarsi (vedi notizia): così ha deciso mercoledì 6 maggio il CdA Enasarco con una deliberazione approvata a maggioranza (9 favorevoli e 5 contrari, con un assente); “e sospesa rimane la legittimità dell’Ente, in questo modo in regime di proroga e quindi legalmente incapace di adottare misure straordinarie al sostegno agli iscritti: misure quanto mai necessarie, ora, per aiutare agenti e consulenti colpiti dai gravissimi danni economici e sociali legati all’Emergenza Coronavirus“, fanno sapere i 5 Consiglieri che hanno votato contro: Luca Gaburro, Antonino Marcianò, Alfonsino Mei, Davide Ricci e Gianni Guido Triolo, secondo i quali “c’è da domandarsi se la democrazia faticosamente guadagnata dall’Ente non sia a rischio“. Il CdA di ieri, nonostante il nutrito Odg, non ha deliberato nulla a favore degli iscritti – in questo momento di difficoltà per i danni da Covid-19 – e ha eluso le direttive dei vigilanti Ministeri del Lavoro e dell’Economia del Governo, i quali, con una lettera inviata in data 30 aprile 2020, avevano invitato l’Ente a riattivare rapidamente le procedure per la votazione online, fissandone anche la data: 20 maggio-3 giugno 2020. “I due Ministeri hanno confermato la posizione già espressa una prima volta dal Dicastero del Lavoro in data 1° aprile 2020 e hanno ribadito, per la terza volta in un mese, l’illegittimità della deliberazione di sospensione del voto online, alla quale ci siamo sempre opposti e contro la quale abbiamo immediatamente presentato ricorso” dicono Gaburro, Marcianò, Mei, Ricci e Triolo, rappresentanti delle sigle Federagenti, Fiarc, Anasf e Confesercenti, che compongono le due liste “Fare Presto!”, candidate alla guida di Enasarco.

La ferma volontà di ripristinare immediatamente le procedure per il voto online, espressa con i nostri voti in CdA, è dettata dalla volontà di tutelare i diritti degli iscritti e dalla conoscenza e rispetto delle norme: la sospensione delle procedure elettorali per l’emergenza Coronavirus ha infatti portato ‘in prorogatio’ il CdA della Fondazione Enasarco e tale condizione sta esponendo l’Ente a una gestione “decapitata”, assolutamente inefficace e inefficiente rispetto allo straordinario contesto attuale, legato ai gravi danni economici e sociali che gli iscritti stanno attraversando a causa della pandemia. La nostra posizione – continua la nota dei 5 Consiglieri di opposizione – è ampiamente confortata dalle azioni dei due Ministeri vigilanti, che per legge intervengono nell’interesse degli iscritti e a tutela della stessa autonomia dell’Ente, chiaramente venuta meno, ieri, in Consiglio”.

L’autonomia della Fondazione – proseguono Gaburro, Marcianò, Mei, Ricci e Triolo nella nota congiunta – è tutelata dal fatto che essa è libera di determinare le modalità con le quali procedere al voto, tutelando la salute: in quest’ottica la procedura di votazione online ne è chiara salvaguardia. Inoltre, il sistema di vigilanza esterna da parte dei Ministeri è previsto dalla stessa legge che regola il funzionamento dell’Ente. In particolare, la vigilanza di un soggetto pubblico è essa stessa garanzia dell’autonomia e del funzionamento interno della Fondazione che deve agire sempre nel rispetto delle norme di legge, dello statuto e del regolamento; – prosegue la nota – i ministeri vigilanti, attraverso 3 missive, hanno affermato l’illegittimità delle delibere del CdA proprio per contrarietà a tali parametri. E perseguire nella condotta censurata dai Vigilanti espone l’Ente anche al rischio di una responsabilità per danno“, fanno sapere i 5 Consiglieri riferibili a “Fare Presto!”. “E’ una forzatura, la proroga ‘sine die’ votata dalla maggioranza, che impedisce la piena tutela degli associati che, soprattutto in un momento di forte tensione e di pericolo sanitario, rischiano di rimanere sguarniti per l’assenza di strumenti in capo all’organo amministrativo. L’impossibilità di assumere decisioni ‘extra ordinem’ adeguate, in un simile contesto di crisi, ha dirette conseguenze in termini di responsabilità, anche morali: è evidente, infatti, che gli organi “in prorogatio” non possano svolgere che l’ordinaria amministrazione e gli affari correnti; ma in questa fase agenti e consulenti stanno attraversando la peggiore crisi economica, sanitaria e sociale che si sia mai vista nel Dopoguerra e le misure da adottare devono essere straordinarie, per consentire ai nostri iscritti e alle loro famiglie di avere certezza per il presente e speranza per il futuro“, concludono Gaburro, Marcianò, Mei, Ricci e Triolo.

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