Consulenti, quali opportunità schiude il Green Deal della Ue

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Avatar di Redazione 12 Maggio 2020 | 14:44
Gli esperti di MainStreet Partners analizzano i settori che beneficeranno maggiormente dal piano da mille miliardi dell’Unione europea.

A cura di James Hay, Investment Associate, e Pietro Sette, Research Analyst, MainStreet Partners

A marzo, la Commissione Europea ha approvato il Green Deal, un importante programma per contrastare il cambiamento climatico. Di fronte alla situazione attuale, in molti si chiedono se l’iniziativa passerà in secondo piano per dare la precedenza a misure sanitarie e di sgravio fiscale. Ma l’accelerazione della crisi climatica non rallenta dinanzi all’attuale minaccia per la nostra salute e l’economia.

Le cifre

Le iniziative contenute nel Green Deal prevedono mille miliardi di euro per l’ambiente nel prossimo decennio. La Banca europea per gli investimenti assumerà un ruolo cardine nell’implementazione del Green Deal, raddoppiando la quota dedicata a progetti a basso impatto ambientale entro il 2030. Sebbene il programma sia ambizioso, la Commissione Europea riconosce che da solo non è sufficiente a mettere in atto gli investimenti necessari per raggiungere gli obiettivi preposti, stimati in 250-300 miliardi di euro all’anno, ben tre volte superiori a quelli previsti dal Green Deal[5].  Ci si aspetta, quindi, che gran parte di questa discrepanza sia colmata da investimenti di governi e privati.

Quali settori beneficeranno del Green Deal?

Per far sì che il consumo finale di energia da fonti rinnovabili aumenti dal 20% al 32% entro il 2030, obiettivo preposto dall’UE, gli investimenti nel settore dovranno crescere del 5% ogni anno per i prossimi dieci anni. La crescente domanda di energia pulita avrà un impatto positivo su società come Siemens Gamesa, produttore spagnolo di turbine eoliche, e genererà nuove opportunità di investimento per operatori di impianti di energia rinnovabile, tra cui Utilities come EDP Renovaveis e ERG. L’espansione della rete elettrica necessaria per gestire la maggiore capacità installata sarà nelle mani di operatori di rete, come Terna.

Il trasporto è responsabile di oltre un quarto delle emissioni di CO2 in Europa, e sarà quindi un’altra importante area di intervento. Si prevede quindi una crescente attenzione verso produttori di materiale ferroviario, come Stadler RailAlstom e Knorr-Bremse, e verso società che costruiscono charging points per veicoli elettrici, come Siemens.

Un altro settore ad alto impatto ambientale è quello delle costruzioni, al momento responsabile di circa il 15% delle emissioni in Europa. Ridurre l’impronta ambientale in questo settore richiederà prodotti di efficientamento energetico per l’edilizia, dove alcune delle principali contendenti all’aumento di domanda sono LegrandNIBE e Signify. Un’altra area che riscontrerà particolare interesse è la gestione di terreni e foreste, che hanno la potenzialità di assorbire CO2 e quindi di “controbilanciare” le emissioni di una società.

Il programma da mille miliardi di euro annunciato dalla Commissione Europea è quindi solo la punta di un iceberg: il mercato dei capitali vede nel Green Deal un’ulteriore conferma dell’implacabile trend di investimenti in infrastrutture green.

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