Consulenti e social, come usarli per sviluppare il business

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Avatar di Redazione 14 Maggio 2020 | 10:01
Beatrice Cicala è assistente virtuale e fondatrice di Assistant LAB. Svolge attività di consulenza, organizzazione, social media marketing per consulenti finanziari con l’obiettivo di concretizzare i loro progetti di business. Da sempre attiva nella promozione del ruolo dell’assistente del consulente finanziario come business partner. Oggi spiega ai lettori di Bluerating come utilizzare i social network per raggiungere nuovi clienti.

Articolo a cura di Beatrice Cicala

Ma ‘sti benedetti social network servono o non servono allo sviluppo del business?
La risposta è SI ma a un’importante condizione: dovete passarci sopra del tempo.
Dovete fare come i vostri figli, in sostanza.

Sapete cosa fanno “sempre sul telefono”? Interazione.
Quello che non riescono a fare offline, perché fosse per loro, sarebbero sempre in giro con i loro amici, lo fanno online, grazie ai social network.

L’obiettivo principale di questi strumenti è di dare agli utenti la possibilità di conoscersi, di condividere esperienze, opinioni, confrontarsi, cercare informazioni.
E sulla base di questo, stringere nuove relazioni, creare un network o rafforzarne uno esistente.

Per farlo bisogna avere il coraggio di esporsi, di raccontarsi e di metterci la faccia.
Ma non da utenti “normali” che condividono la vita privata, amori e disgrazie.
No, non è questo che intendo. Dobbiamo farlo da professionisti.

La piattaforma va usata in modo attivo.

Analizziamo velocemente il classico utilizzo di LinkedIn del Consulente Finanziario medio:
Ho fatto il profilo perfetto: bene.
Ho collegato 200 persone in target: bene.
Ogni settimana pubblico 2 post: bene.

Perché non succede niente?
Perché manca tutto quello per cui il social network è nato e ha successo: l’interazione tra utenti.

Se quei 200 collegamenti, non diventano 1000 nel giro di sei mesi, stiamo freschi.
La rete di collegamenti, va curata e va coltivata se vogliamo ricavarne dei frutti. Vanno cercati altri utenti, va fatto scouting di altri profili interessanti e in target.

Questo non succede in automatico. Questa è un’azione da fare con costanza.

Man mano che le persone sono aggiunte e iniziano a fare parte della tua cerchia di contatti vanno guardate, osservate. Si cercano punti in comune, si legge quello che scrivono, che commentano.
E a nostra volta dobbiamo commentare, dobbiamo interagire e iniziare a scaldare queste relazioni fredde freddissime che nascono con un obiettivo molto chiaro per noi: fare business.

Non nascondiamoci dietro a un dito. Se i social network non fanno parte del nostro DNA e decidiamo di esserci è SOLO per fare business. Quindi è necessario comunicare bene, risolvendo i problemi delle persone e dando quelle risposte che sarebbero disposti a pagare per avere.

E’ solo così che accade la magia.
E’ solo così che otterrete l’interesse delle persone collegate al vostro profilo.

Questo vale per LinkedIn, come vale per Facebook e qualsiasi altro social network.
Quello che cambia tra le piattaforme sono regole, approccio e tipologia di contenuto ma fondamentalmente, l’interazione e la comunicazione mirata a un target sono la base.

Per avere successo sui social, o ci rivolgiamo a una nicchia specifica di persone e parliamo a loro direttamente, oppure va creato un progetto chiaro da poter condividere con il target che abbiamo identificato per svilupparlo.

Inoltre va identificato il canale migliore per il nostro progetto.

Se mi rivolgo ad un pubblico facilmente riconoscibile e ben classificato potrò usare LinkedIn.
Se mi rivolgo invece a un pubblico riconoscibile per caratteristiche, potrò usare Facebook.

Perché scegliere?
I Social Network sembrano così facili da gestire, ma per fare in modo che restituiscano un risultato, hanno bisogno di tempo e di risorse umane. Il progetto, una volta creato, va messo in pratica, con costanza e monitoraggio.
Va fatta comunicazione, vanno preparate delle rubriche da proporre, cercati nuovi contatti da collegare, preparati messaggi da scrivere. A questo va aggiunta l’interazione e la cura della community.

Aprire tutte le piattaforme perché “mi hanno detto che devo presidiare tutto il presidiabile” vi farà fare un lavoro immenso iniziale che vi stancherà subito, vi farà essere incostanti e dopo qualche mese avrete solo voglia di buttare tutto fuori dalla finestra.

O avete un team di 8 persone che lavora per voi, altrimenti va fatta una cosa, bene, alla volta.

Il vostro Feed di Facebook lascia un po’ a desiderare?
Iniziate con il cancellare tutte quelle persone che non portano alcun valore aggiunto. Tutti quelli che sparano sentenze, che commentano a caso, che insomma.. vi danno fastidio. Eliminare.
Collegate solo le persone che meritano di essere nella vostra cerchia di contatti e con i quali avete il piacere di conversare.

E’ così che per magia il social network diventa piacevole, positivo e vi mette voglia di interagire con le persone e creare nuove relazioni.

Spesso per fare questo dovrete creare un nuovo profilo e selezionare all’ingresso ogni componente.
Il pubblico è il punto chiave del social network.

Potreste avere le intenzioni migliori del mondo e il progetto più spettacolare da realizzare, ma se lo comunicherete al pubblico sbagliato, come ad esempio quello dei vostri colleghi, che sappiamo non diventeranno mai vostri clienti, tutti gli sforzi saranno inutili.

Altra cosa importante che passa inosservata è utilizzare la stessa piattaforma per diverse strategie.
Facciamo l’esempio di un Consulente, che è anche un Manager e si occupa di reclutamento.
Utilizzare la stessa piattaforma per attirare nuova clientela e per reclutare è un errore madornale.

Non farete altro che dare in pasto ai colleghi i vostri contenuti e nessun potenziale cliente potrà apprezzare le vostre competenze di Consulente Finanziario. Non solo: le vostre statistiche saranno inquinate e non potrete tirare le somme dell’efficacia del vostro lavoro.

Per concludere: se non avete ancora ottenuto risultati dai vostri social network nonostante l’investimento di tempo e scrittura, un motivo c’è.

Un caso di successo? Ne ho molti.
Il più grosso visto con i miei occhi, 3 milioni di euro spostati da una parte all’altra dell’Italia, grazie a LinkedIn.

 

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