Assoreti, un trimestre senza paura del Covid-19

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Avatar di Redazione 22 Maggio 2020 | 14:08
Nei primi tre mesi del 2020 la raccolta netta delle reti è stata pari a 11,6 miliardi di euro, con una crescita dell’11,1% rispetto al trimestre precedente ed un incremento tendenziale del 45,6%.

Nel primo trimestre del 2020, la raccolta netta in prodotti finanziari e servizi d’investimento delle Società aderenti ad Assoreti è pari a 11,6 miliardi di euro, evidenziando dinamiche di crescita congiunturali e, soprattutto, tendenziali. Rispetto al trimestre precedente (10,5 miliardi di euro), infatti, l’incremento dei volumi di raccolta netta è risultato pari all’11,1% ed ha raggiunto il 45,6% nel confronto con i risultati ottenuti nel primo trimestre del 2019 (8,0 miliardi di euro).

Il bilancio trimestrale sul comparto del risparmio gestito è, pressoché, in pareggio con una raccolta positiva di 88 milioni di euro. Il risultato è condizionato dai disinvestimenti realizzati nel mese di marzo, sotto la spinta della crisi economico-finanziaria dovuta alla pandemia da COVID-19. Il bilancio è, invece, particolarmente positivo per il comparto amministrato, sul quale sono confluite risorse nette per 11,5 miliardi di euro, in gran parte su conti di deposito.

Nell’ambito del risparmio gestito, l’analisi per macro tipologia di prodotto evidenzia la flessione congiunturale per tutte le asset class; sugli organismi di investimento collettivo del risparmio si rileva la decisa prevalenza dei riscatti, mentre i volumi di raccolta si mantengono in territorio positivo sia sui prodotti assicurativi/previdenziali sia sulle gestioni patrimoniali individuali. La raccolta netta diretta realizzata sugli OICR è negativa per 2,4 miliardi di euro. I deflussi netti di risorse si concentrano principalmente sugli OICR aperti di diritto estero e sono quantificabili in poco più di 2,1 miliardi di euro, dei quali circa 1,7 miliardi in uscita dalle gestioni collettive “tradizionali” e 403 milioni dai fondi di fondi.

Il bilancio è negativo anche per i fondi di diritto italiano (– 546 milioni di euro) per i quali si registra la prevalenza dei riscatti in tutti i mesi detrimestre, a differenza delle gestioni collettive domiciliate all’estero per le quali il risultato negativo è riconducibile esclusivamente alle movimentazioni del mese di marzo. Nell’ambito dei fondi chiusi, la raccolta netta sulle gestioni collettive mobiliari è risultata, invece, positiva per 310 milioni di euro ed è stata realizzata interamente nei primi due mesi. Il risultato è, comunque, in crescita rispetto allo stesso periodo del 2019 (+74,4%) ma in contrazione nei confronti del trimestre precedente (-24,0%).

Nel primo trimestre dell’anno la raccolta netta sui titoli in regime amministrato è positiva per 2,4 miliardi di euro, in netta crescita rispetto ai volumi di fine 2019 (-191 milioni) ed in leggera contrazione (-3,1%) nei confronti del periodo gennaio-marzo 2019 (2,5 miliardi). I dati, per i quali si dispone della ripartizione per tipologia di strumento finanziario, evidenziano come gli acquisti abbiano coinvolto fortemente i titoli azionari con investimenti netti pari a 2,3 miliardi (-129 milioni nel primo trimestre 2019), i certificate con 562 milioni di euro (477 milioni nel primo trimestre 2019) e gli exchange traded product con 283 milioni (129 milioni nel primo trimestre 2019). Il bilancio è, invece, negativo per i titoli di debito, pubblici (-413 milioni; 300 milioni nel primo trimestre 2019) e corporate (-384 milioni; 1,0 miliardo nel primo trimestre 2019), così come per gli strumenti del mercato monetario (-189 milioni; 366 milioni nel primo trimestre 2019).

A fine marzo, il numero dei consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede con mandato da parte delle società rientranti nella rilevazione è pari a 23.152 unità (+0,4% rispetto a dicembre 2019), di cui 22.912 unità risultano realmente operative (con portafoglio maggiore di zero).

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