Reti e consulenti, una preziosa lezione dalla Cina

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Avatar di Redazione 27 Maggio 2020 | 10:48

Articolo a cura di Maurizio Primanni.

A seguito della pandemia di Coronavirus, l’Italia, oltre a subire terribili perdite in capitale umano, è destinata ad attraversare la crisi più difficile dal secondo dopoguerra, peggio di quella del 2008 nata dalla crisi dei subprime degli Stati Uniti. La pandemia ha colpito il nostro Paese in quelle che erano le nostre aree di vanto (per esempio la speranza di vita, il sistema sanitario delle Regioni del Nord) e quando sarà terminata ci imporrà un’opera di ricostruzione similare a quella che hanno dovuto affrontare i nostri nonni a seguito della Seconda guerra mondiale.

IL PIL COLA A PICCO Le ultime previsioni parlano infatti di una frenata del prodotto interno lordo (Pil) nell’ordine di 10 punti percentuali. Per la ricostruzione del Paese sarà necessario puntare su investimenti pubblici e privati, su imprenditori determinati e ambiziosi e su banche che accettino di assumersi qualche rischio in più. Bill Gates, imprenditore, filantropo e fondatore della Microsoft, aveva già fatto notare in un suo intervento a un Ted Talk nel 2015 che i paesi del mondo globalizzato sarebbero stati esposti a rischi severi nel caso di una grave pandemia, soprattutto perché negli ultimi 50 anni la civiltà, pur essendo significativamente progredita, sia in termini di conoscenze scientifiche che di investimenti tecnologici, ha investito troppo in armi e difesa e poco in ricerca scientifica e medica.

DISTRATTI E IMPOTENTI La causa della nostra impotenza di oggi risiederebbe quindi nella nostra distrazione. Abbiamo avuto la vista corta, ovvero non siamo stati capaci di leggere i rischi a cui eravamo esposti, e di prepararci ai mutamenti di scenario che sarebbero potuti accadere. Anche i consulenti finanziari che non saranno sufficientemente lungimiranti nel prevedere la variazione dei comportamenti dei clienti seguita alla pandemia e pronti ad apprezzare il valore dei nuovi strumenti digitali potrebbero commettere lo stesso errore? Questa è la domanda cui cercheremo di rispondere.

LEZIONE DA ORIENTE Alcune indicazioni ci possono venire dalla Cina, dove come sappiamo gli effetti della pandemia sono stati contenuti e il sistema industriale è in fase di riavvio da tempo. L’analisi degli andamenti produttivi dei gruppi industriali cinesi nella fase di ripresa post epidemia ci suggerisce che, dopo un primo momento di panico in cui tutte le industrie hanno subito un forte calo (stimato tra il 5% e il 10%), la ripresa delle attività ha portato a un aumento della domanda delle industrie di software & services, di attrezzature e servizi medicali, di food e di beni primari, mentre a farne più le spese sono stati i trasporti, i beni durevoli e l’abbigliamento, le utility, l’energy, il retail e i servizi finanziari. L’obbligo di rimanere presso le proprie abitazioni ha portato un’evoluzione dei comportamenti dei clienti sotto diversi aspetti.

  1. A) Si sono ampiamente sviluppate tutte le modalità di informazione e formazione a distanza (+34% YoY di utilizzo delle app governative/ sanitarie e +82% YoY di studenti attivi).
  2. B) Le imprese, dove possibile, sono state obbligate ad adottare forme di lavoro a distanza (+485% utenti attivi).
  3. C) Si è registrato un fortissimo incremento delle transazioni online, in particolare: i siti di e-commerce hanno registrato un aumento delle utenze sia per fascia di età (+11% utenti over 30 in febbraio, +30% over 40), sia per area geografica (da 55% a 70% del totale utenti da città periferiche) e nel settore del food alcune app hanno registrato +500/1.000% ordini e +600% fatturato; i contenuti online hanno visto un fortissimo incremento per la diffusione di informazioni sia tramite canali ufficiali (da due a quattro ore al giorno di news su Covid-19), sia tramite i social network (47% della popolazione attiva e più del 50% delle visite sui principali social per condivisione video da mobile).

REAZIONE IN TRE MOSSE Le banche (vedi infografica qui sotto) hanno reagito a questa evoluzione dei comportamenti e dei bisogni con numerose iniziative.

  1. A) Potenziamento dei servizi di internet banking, con estensione anche alla fornitura di informazioni relative alla pandemia.
  2. B) Lancio di nuovi servizi di live streaming con trasmissioni dove

vengono abbinati approfondimenti medici alla proposta dei prodotti finanziari.

C) Lancio di piattaforme di community dove accedere a consigli sanitari, cercare strutture di assistenza medica, evidenziare come alcuni prodotti finanziari possono agevolare l’accesso alle cure. Nell’articolo seguente, una panoramica su come deve evolvere il modello di servizio dei

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