Consulenti, ripartire dopo il Covid-19: sì, ma come?

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Avatar di Hillary Di Lernia 3 Giugno 2020 | 11:50

Ricominciare. Dopo mesi dove la paura e la sofferenza hanno fatto da padrone, vogliamo tutti, seppur con prudenza e cautela, ricominciare.

E quindi adesso ci troviamo di fronte a una nuova sfida, connessa a quella affrontata sino a qui: si tratta della sfida della ripartenza, che non significa tornare al mondo così come lo abbiamo lasciato prima della diffusione della pandemia, ma imparare a convivere con il virus, attraverso una lenta e graduale ripresa delle principali attività lavorative e sociali, senza mai dimenticare le precauzioni sin qui adottate.

A parole sembra semplice, ma nei fatti è tutt’altro che così.

Interessante a questo proposito l’intervento di Diego Bolchini, docente di analisi delle informazioni presso l’Università di Firenze,  che sul blog Econopoly del Sole 24 Ore, ha introdotto il concetto di restartability, ovvero la capacità di ricominciare. Ripartire costa sempre fatica e anche una dose di stress. Ciò può succedere anche quando il cambiamento è desiderato e cercato. Figuriamoci quando invece l’evento è un imprevisto. Per questo la restartability diventa sempre più importante.

A tal proposito il professore ha indicato tre tipologie di adattamento importanti da considerare a fronte della perdurante incertezza sistemica.

  1. Adattamento tecnologico. In questo periodo abbiamo necessariamente affinato le nostre competenze a livello tecnologico, e quella dell’abitudine al lavoro dinamico o da remoto (smart working) manterrà una centralità rilevante nei contesti organizzativi dove sarà possibile applicarlo.
  2. Adattamento organizzativo. A livello di analisi organizzativa aziendale, gli assetti organizzativi che manterranno significative quote “in presenza” di dipendenti dovranno essere adeguati alla gestione del rischio COVID-19, e dunque capace di diminuire la probabilità che determinati eventi si verifichino e diminuire gli impatti degli stessi sugli obiettivi, sull’equilibrio e sulla continuità aziendale.
  3. Adattamento psicologico. E’ stato un periodo molto complesso anche a livello psicologico e sarà dunque necessario allenare le capacità di ricominciare altrove ove le attività precedenti non siano più sostenibili né con l’ausilio di tecnologia né con modifiche organizzative.

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