Truffe, lo Schema Ponzi sullo Stretto

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Avatar di Redazione 4 Giugno 2020 | 12:01

Una maxi truffa a danno di oltre cento risparmiatori in tutta Italia.

Su richiesta della Procura della Repubblica di Reggio Calabria diretta dal Dott. Giovanni Bombardieri,  lo scorso 27 maggio è stata data esecuzione a un decreto di sequestro preventivo emesso dal G.I.P. presso il locale Tribunale, per un valore complessivo di circa 1.500.000 di euro nei confronti di 3 soggetti che si ritiene siano appartenenti ad una associazione a delinquere finalizzata alla commissione di delitti di truffa aggravata mediante la raccolta e gestione di risparmi e la vendita di strumenti finanziari fasulli.

Come si appende da alcuni quotidiani locali, il comando provinciale delle Fiamme gialle e il Nucleo speciale di polizia valutaria, inoltre, hanno sequestrato nel corso delle perquisizioni condotte in Reggio Calabria,  hanno individuato – nelle immediate adiacenze dell’abitazione del principale indagato – un terreno agricolo con annesso fabbricato rurale risultato nella piena disponibilità dell’indagato, ove erano collocate due casseforti blindate ad armadio di grandi dimensioni. All’interno delle casseforti i militari operanti hanno così rinvenuto n. 51 diamanti di diverse carature, n. 125 orologi di pregio (tra cui Rolex, Cartier, Patek Philippe, Tudor, Eberhard, Omega, Breitling e Longines),  n. 3.398 monete (tra cui n. 3.368 medaglie commemorative in bronzo) n. 624 pezzi tra anelli, bracciali, pendenti, orecchini, accendini, collane, spille e pietre preziose, il cui valore complessivo, in corso di valutazione, ammonterebbe a circa € 1.000.000,00.

“Agendo sotto lo schermo della società finanziaria Ifb Financial Service – scrive il GIP – si facevano consegnare cospicue somme di denaro prospettando ai malcapitati clienti il loro reinvestimento in fondi di risparmio con percezione di tassi di interesse particolarmente allettanti”. In questo modo i clienti, con la falsa promessa di un investimento finanziario sicuro e dagli elevati ritorni economici, venivano introdotti dagli indagati in meri schemi piramidali di nuova generazione – i cd. “Nuovi Ponzi” che, di fatto, hanno consentito agli indagati di impossessarsi illecitamente di ingenti somme di capitali. Inoltre per tranquillizzarli, gli indagati avrebbero fatto stipulare loro polizze assicurative fittizie a garanzia degli investimenti.

 

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