Consulenti radiati, l’annosa questione del diritto all’oblio

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Avatar di Redazione 23 Giugno 2020 | 11:50

Come testata dedicata al mondo della consulenza finanziaria, vi riportiamo mensilmente il resoconto dell’attività di vigilanza di Ocf.

All’interno degli articoli vengono quindi presentati i casi di sospensione/radiazione/sanzione del mese. E’ un servizio, quello di dare risalto a questi provvedimenti, frutto anche della volontà di aiutare potenziali risparmiatori a non “cadere” in eventuali trappole da parte di soggetti non più abilitati all’esercizio della professione.

Vi è però una domanda che può nascere spontanea nel lettore e nei soggetti coinvolti: come si applica la tutela del diritto all’oblio a notizie di questo tipo?

Per rispondere a questa domanda abbiamo interpellato l’avv.Valentina Frediani, founder e Ceo di Colin & Partner, nonchè titolare di consulentelegaleinformatico.it

“La chiave per capire l’applicabilità del diritto risiede nella posizione espressa dalla Corte Giustizia Europea. Secondo la giurisprudenza, devono sussistere alcune condizioni affinché il destinatario della richiesta di deindicizzazione possa procedere:

a) bilanciamento tra il diritto (privato) alla reputazione e riservatezza con il diritto di cronaca e l’interesse (pubblico) alla conoscenza di certe informazioni, connesse in special modo con il ruolo ricoperto da tale persona nella vita pubblica (cfr. Corte Giustizia Europea, C-131/12 del 13 maggio 2014);
b) il o i link di cui si chiede la rimozione devono avere ad oggetto notizie o contenuti risalenti nel tempo. La giurisprudenza non indica un margine di tempo affinché un dato possa definirsi risalente nel tempo, per cui il rispetto di tale condizione appare rimessa alla discrezionalità della società che gestisce i motori di ricerca, e, in caso di attivazione del rimedio giurisdizionale, all’interpretazione del giudice.

In riferimento al caso specifico di una notizia di radiazione, ritengo ragionevole un margine temporale non superiore ai 12 mesi oltre il quale a mio avviso subentra il diritto”.

Alla luce di queste valutazioni, l’elemento cruciale per prevenire potenziali raggiri da parte di eventuali soggetti recidivi risiede nell’educare i risparmiatori a rivolgersi all’apposita sezione dedicata alla ricerca delle anagrafiche degli iscritti all’interno del portale dell’Organismo di Vigilanza e Tenuta dell’Albo unico dei Consulenti Finanziari. Per consultare tale sezione, con annesso motore di ricerca, vi basta cliccare qui.

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