Enasarco, rischio commissariamento. E la battaglia coi ministeri finisce al Tar

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Avatar di Redazione 2 Luglio 2020 | 13:44

Proseguono gli accesi dibattiti intorno alla Fondazione Enasarco. Come riporta Libero quotidiano, vi sarebbe di nuovo l’ombra del commissariamento  sull’ente “Stando ai magistrati contabili l’attuale Cda sarebbe decaduto lo scorso 13 giugno. E la Procura regionale della Sezione giurisdizionale per il Lazio della Corte dei Conti si sarebbe nuovamente attivata per sollecitare i ministeri del Lavoro, dell’Economia e la direzione generale per le politiche previdenziali per sottolineare che quanto sta accadendo all’Enasarco ribadendo che quanto sta succedendo sarebbe «sostanzialmente illecito. Il Consiglio uscente non può che «adottare atti di ordinaria amministrazione». Come a dire che le varie delibere (come quelle prese per gli aiuti post-Covid alla categoria), possono essere considerate tutte irregolari, e dunque a rischio di danno erariale. Ma non basta: se le toghe di Viale Mazzini dovessero successivamente appurare che il consiglio Enasarco ha effettivamente superato i poteri e che i ministeri vigilanti non si sono mossi che con tre o quattro missive per sollecitare il ritorno al voto degli iscritti all’Ente, ministeri vigilanti potrebbero finire anch’ essi nell’occhio del ciclone. E ora si rischia un commissariamento ad acta. ».

Sullo sfondo la lista Fare presto! ha rilasciato un nuovo comunicato, nel quale si commentano le recenti scelte politiche della Fondazione. Ve lo riportiamo di seguito.

Colpo di scena nel Consiglio d’Amministrazione della Fondazione Enasarco svoltosi ieri 01 luglio 2020, nel corso del quale “Presidenza e maggioranza hanno reso noto di aver impugnato davanti al TAR l’invito dei Vigilanti Ministeri di Lavoro ed Economia a completare l’intera tornata elettorale per il rinnovo dell’Assemblea dei Delegati entro il 10 agosto 2020. Di fatto il vertice di Enasarco è andato contro e ha attaccato gli stessi Ministeri, in un atto di arroganza e superbia, senza informare preventivamente il Cda; il tutto in danno dell’Istituzione che governano e degli iscritti che rappresentano”, dicono i 5 Consiglieri del CdA della Fondazione Luca Gaburro (Federagenti), Antonino Marcianò (Fiarc), Alfonsino Mei (Anasf), Davide Ricci (Federagenti) e Gianni Guido Triolo (Confesercenti), le cui sigle compongono la lista unitaria “Fare Presto!”, candidata alla guida dell’Ente per il prossimo quadriennio. “Solo ieri è spuntata fuori con un clamoroso ritardo di ben 15 giorni, la lettera del Ministero che invitava l’Ente a dare corso immediato allo svolgimento delle elezioni e vietava di fatto qualsiasi atto o delibera che superasse i confini dell’ordinaria amministrazione. Ciò significa che tutti gli atti di non ordinaria amministrazione che sono stati adottati nell’Assemblea conclusasi il 30 giugno u.s. sarebbero inficiati da nullità. E ancora più colpevolmente i vertici di Enasarco hanno taciuto il contenuto della lettera del Ministero, oltre che al Cda, anche ai 60 delegati che a tale assise assembleare hanno partecipato, votando inconsapevolmente gli argomenti posti all’ordine del giorno”. Vero è che i delegati delle sigle a noi vicine avevano preventivamente rappresentato, nel corso dell’assise dei Delegati, i rischi di nullità delle delibere eventualmente adottate. Ma non è tutto; la lista “Fare Presto” denuncia che “il vertice rimane arroccato pericolosamente sulla poltrona  più alta della Fondazione Enasarco, sordo alle istanze delle minoranze che fino a prova contraria rappresentano decine di migliaia di iscritti, sconfessando gli inviti dei Ministero Vigilanti, assumendosi personalmente ogni responsabilità – unitamente ai consiglieri di maggioranza del CdA – decidendo di adire il TAR, senza avere un preventivo mandato esplicito del Consiglio d’Amministrazione; e non per tutelare gli agenti ma, al contrario, per non andare immediatamente al voto e rimanere in regime di prorogatio. Un’azione da stigmatizzare in toto, che rappresenta un’offesa per chi in Enasarco ripone fiducia e versa i contributi per il proprio Fondo Pensionistico. E lo sta facendo in un momento storico in cui agenti di commercio e consulenti finanziari ci chiedono un aiuto vero e concreto, perché alle prese con i danni economici, sociali e sanitari determinati dall’Emergenza Covid-19”. E di tale arbitraria e inopinata iniziativa di ricorso al Tar “non sono stati informati neanche i delegati assembleari che hanno votato il 30 giugno scorso e che ora si trovano nella non invidiabile posizione di poter essere oggetto di attenzione, unitamente al vertice Enasarco e agli altri organi della Fondazione, per gli ingenti ed eventuali danni erariali causati dal comportamento arrogante e presuntuoso del  vertice”. I 5 Consiglieri fanno infine sapere che “in CdA il Presidente ci ha informato sull’arrivo, proprio ieri, di un’ulteriore missiva dei Ministeri vigilanti, che tuttavia ancora non ci è stata fornita come Consiglieri, mentre stamattina sul quotidiano “Libero” abbiamo letto della volontà della Corte dei Conti di Commissariare “ad acta” Enasarco. Una cosa è certa: l’Ente va liberato perché è in ostaggio”.

Il risultato finale è “l’ennesima presa in giro di agenti e consulenti finanziari i quali sarebbero destinatari non solo di aiuti economici irrisori ma addirittura di aiuti che non si verificheranno in quanto contenuti in delibere di cui i Ministeri vigilanti avevano già anticipato la loro nullità allo stesso Presidente e alla maggioranza del CdA in numerose note”.

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