Ennio Doris (Banca Mediolanum), perché la raccolta va alla grande

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Avatar di Hillary Di Lernia 3 Luglio 2020 | 12:41

I nostri consulenti hanno fatto un lavoro straordinario […] Il risultato è che, come raccolta totale, abbiamo già raggiunto i risultati dell’anno”.

Così Ennio Doris in un’intervista rilasciata al Huffington Post, sottolinea come il lavoro dei consulenti finanziari in questo periodo sia stato davvero prodigioso, tanto da far raggiungere alla banca i risultati prefissati dell’anno, in termini di raccolta totale.

Sicuramente c’è stato molto da fare in questo periodo, dato che “i clienti erano tutti spaventati, il mercato era crollato del 35%, c’era paura per i risparmi” sottolinea Doris che però aggiunge “Quando i clienti ci hanno contattato li abbiamo rassicurati, in alcuni casi abbiamo rovesciato il loro stato d’animo. Abbiamo spiegato che, così come si può tenere il virus fuori dalla porta, anche gli investimenti si possono proteggere”.

Nonostante la pandemia abbia causato danni ingenti (e difatti ricorda commosso la perdita di due dirigenti causa Covid), il fondatore di Banca Mediolanum ribadisce la necessità di vedere questa crisi come un’opportunità. “Questo virus ci ha cambiato la vita, non lascerà niente come prima. È una rivoluzione. Dobbiamo immaginare un’organizzazione nuova per le nostre aziende, ma anche per tutta la società. Bisogna cambiare mentalità”.

Questa situazione, come sappiamo, ha dato un’importante accelerata sul tema della digitalizzazione e l’istituto di Basiglio non si è fatto trovare impreparato, visto anche l’essere una banca senza sportelli.  “I nostri principali investimenti sono stati in laptop, visto che l′86% dei nostri 2.400 dipendenti ha lavorato da casa. Nella sede di Basiglio (Milano) sono rimasti in 300. […] Abbiamo parlato con 400mila clienti, vedendoci in faccia sugli schermi dei nostri telefonini e computer. Molti hanno scoperto programmi e app per le conversazioni che neanche sapevano di avere, sui propri cellulari. Siamo tutti collegati, meglio di prima, perché le distanze sono annullate: non occorre più che ci spostiamo. Eliminati gli sprechi di tempo in auto. La nostra struttura commerciale di 5mila persone in Italia, Germania e Spagna ora lavora tutta in remoto. Al ritorno della normalità prevediamo che almeno il 60% continui a farlo”.

Ennio Doris si mostra dunque abbastanza ottimista, anche se ciò che lo preoccupa per il nostro Paese porta il nome più temuto dagli italiani: il Fisco. “Abbiamo le tasse più alte d’Europa sul lavoro e sulle imprese. Molti vedono ancora il fisco come un mezzo per ridistribuire la ricchezza. Ma è un concetto vecchio, superato, novecentesco: tassa e spendi, tassa la massa”.

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