Consulenti, lo scoglio dei finanziamenti

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Avatar di Redazione 10 Luglio 2020 | 12:34
Anasf prosegue la battaglia per far rientrare anche i consulenti finanziari tra i soggetti che possono usufruire dei prestiti garantiti.

Anasf prosegue nella sua battaglia per far rientrare anche i consulenti tra i soggetti che possono usufruire dei finanziamenti bancari garantiti dal Fondo Centrale di Garanzia per le PMI fino a 30.000 euro. Fin da subito – si legge sul comunicato dell’associazione che fa il punto della situazione – sono state infatti numerose le segnalazioni e le richieste di assistenza pervenute in Associazione da soci che si sono visti negare questa possibilità.

Ora siamo alle battute finali dell’iter legislativo e Anasf chiede al Governo di fare il proprio dovere. Il 9 luglio l’Aula della Camera ha infatti votato la fiducia al DL Rilancio (C.2500-A/R). Con 278 voti favorevoli, 187 contrari e una sola astensione, l’Aula della Camera ha dato il via libera al Decreto che dovrà essere convertito in Legge il prossimo 18 luglio, dopo l’esame blindato del Senato. Il testo così proposto non fa rientrare i consulenti finanziari nel novero di coloro che possono usufruire del finanziamento concesso invece ad altre categorie professionali, come ad esempio la parte assicurativa.

Al fine di superare questa discriminazione nei confronti della categoria, già a maggio è stato presentato un emendamento al Decreto Liquidità, ritenuto in prima battuta ammissibile e successivamente non approvato. A giugno la Legge di Conversione del Decreto Liquidità ha esteso la platea dei soggetti che possono beneficiare della garanzia del Fondo PMI inserendo gli agenti di assicurazione, i subagenti di assicurazione e i broker iscritti alla rispettiva sezione del Registro Unico degli Intermediari assicurativi e riassicurativi (RUI). I consulenti finanziari, essendo iscritti anch’essi a tale Registro, avrebbero potuto – e secondo Anasf avrebbero dovuto – essere equiparati al codice attività dei sub-agenti assicurativi iscritti al RUI. Ma anche questa ipotesi è decaduta.

Tuttavia nell’ambito dei lavori della Camera, ed è questa la novità, sono stati presentati e pubblicati con parere favorevole due ordini del giorno di potenziale interesse per la categoria. In particolare il primo fa riferimento al Codice K e consentirebbe, una volta approvato dal Governo, l’estensione dei finanziamenti anche ai consulenti finanziari. L’ordine del giorno costituisce un atto di indirizzo politico volto a precisare l’interpretazione o l’ambito di applicazione della norma cui si riferisce. In quanto atto di indirizzo, tuttavia, non è giuridicamente vincolante per il Governo e per tale motivo Anasf continuerà ad attivarsi presso tutte le sedi competenti affinché anche i consulenti finanziari possano rientrare tra i beneficiari delle misure di sostegno all’attività messe in campo dal Governo.

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