Consulenti, l’identikit del professionista modello

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Avatar di Redazione 20 Luglio 2020 | 11:35

Abbiamo intervistato Umberto Artioli Gnoli (nella foto), area manager per l’Emilia da poco entrato a far parte della rete di Banco Desio.

Ci può spiegare il suo percorso professionale e come si pone verso la clientela?
Ho conseguito la laurea in Economia e Commercio all’Università di Modena e mi sono specializzato in campo internazionale all’Istituto per gli Studi di Politica Internazionale di Milano. Ho ricoperto ruoli manageriali per diverse società operanti nel settore del private banking, l’ultima esperienza è stata in AlpenBank. Aiuto le famiglie ad analizzare le esigenze più complesse e redigere di conseguenza un piano di investimento completo, che tenga anche presente le protezioni e le efficienze fiscali che oggi più che mai hanno un valore importante. La prima cosa da fare con la clientela è ascoltarla per poi, nel tempo, aiutarla a comprendere la materia finanziaria in modo da condividere le scelte attuali e future.

Quali caratteristiche dovrebbe avere un buon consulente finanziarioprivate banker?
Dev’essere costantemente aggiornato su tutte le materie che con il loro evolvere influiscono sui patrimoni. Serietà e reputazione sono altri requisiti essenziali, che di conseguenza definiscono il consulente-private come un professionista che per il territorio diventa un costante riferimento. Il cerchio virtuoso viene poi a chiudersi grazie a strumenti e servizi che una realtà solida con oltre 110 anni di storia come Banco Desio può fornire grazie a una filiera decisionale corta e una costante vicinanza al territorio.

Qual è l’errore più grande che commettono i risparmiatori e gli investitori?
Ci sono diversi errori gravi e purtroppo ricorrenti, alcuni sono di tipo psicologico-comportamentale, come l’uscita dal mercato al primo accenno di panico, altri sono di tipo squisitamente tecnico e percettivo, come il basso livello di diversificazione e correlazione tra i diversi investimenti e una visione di breve periodo quando invece le reali esigenze devono far guardare al medio lungo periodo.

Quali sono le minacce e le opportunità dell’attuale panorama finanziario con la pnademia?
L’emergenza che stiamo vivendo è prima sanitaria e poi economica, la prima sembra progressivamente essere superata, la seconda porterà conseguenze ancora non quantificabili. È comunque possibile cogliere opportunità anche in questi momenti, anche quando gli scenari di breve possono apparire avversi o comunque molto volatili, per esempio attraverso ingressi nei mercati graduali o switch programmati che consentono di togliere l’emotività o strumenti di protezione adeguatamente costruiti. I settori della tecnologia, dell’healtcare e biotech, della robotica e della sicurezza digitale sono settori che sono destinati a crescere anche in questi periodi.

Quali sono i progetti di sviluppo in Emilia per la sua struttura?
Il programma è accogliere nella struttura consulenti-private dinamici che vogliono essere al centro di un progetto e che vogliono poter contare su tutti i servizi di una banca evoluta. Circa 3 mila comparti di Oicr distribuiti, gestioni patrimoniali realizzate direttamente, bancassurance vita e danni, ma anche mutui e prestiti per famiglie ed imprese, linee di credito alle tradizionali o speciali, leasing e factoring (anche pro-soluto) offerti direttamente senza intermediari, tutti servizi che sono comunque oggetto di remunerazione

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