Perfomance fee, Azimut e il colpaccio di giugno 

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di Marcello Astorri 20 Luglio 2020 | 11:54

Nel secondo trimestre dell’anno Azimut gode della spinta delle performance fee, mentre Banca Generali e Mediolanum su questo fronte registrano numeri meno positivi. Sono alcuni dei rilievi del report di Mediobanca sulle società del risparmio gestito italiano quotate in borsa, da cui Bluerating ha preso spunto per realizzare un focus sulle banche-reti. Per tutte e quattro le principali banche reti italiane, l’analista di Piazzetta Cuccia Gian Luca Ferrari ha attualmente un giudizio neutro, in un quadro generale tra luci e ombre (anche se prevalgono le prime).

Azimut, infatti, con la ripresa dei mercati registra un risultato molto forte delle performance fee a giugno (anche a causa del metodo di calcolo su base trimestrale non ancora aggiornato su scala annuale). Il giudizio di Mediobanca sul titolo del gruppo guidato da Pietro Giuliani è neutro, con l’utile per azione previsto in crescita del 3% nel 2021 con un prezzo obiettivo di 18 euro.

Banca Generali deve scontare una diminuzione delle commissioni lorde a causa di un collocamento inferiore di certificati e a causa di performance fee inferiori all’esercizio precedente (17 milioni previsti nel secondo trimestre, contro i 36 del secondo trimestre 2019). Il risultato complessivo comunque rimane solido, per questo Mediobanca prevede quasi 50 milioni di euro di utile netto nel trimestre (-25% su base annua. Il giudizio rimane neutro con un prezzo obiettivo accresciuto di 26,5 euro.

Per Banca Mediolanum si stimano ricavi in contrazione del 4% rispetto al primo trimestre dell’anno e del 3% rispetto al secondo trimestre 2019, a causa del contributo minimo delle commissioni di performance e di un lieve calo delle commissioni di gestione. Complessivamente, quindi, Mediobanca prevede un utile netto in calo del 27% su base annua. Il giudizio comunque rimane neutro e un prezzo obiettivo che per il 2021 risulta migliorato a 7,1 euro per azione.

Fineco, che non applica performance fee, per Ferrari beneficerà dell’attività di intermediazione che avrà un impatto sulle commissione nette. Il giudizio di Mediobanca rimane neutro, ma l’utile per azione per il 2021 è stato rivisto al rialzo del 3% e il prezzo obiettivo è stato ritoccato al rialzo a 11,5 euro per azione.

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